I MEDICI E LA PESTE
| La prima volta che comparve la peste fu nel 1347 e per la medicina medievale fu un grande problema perché nessuno l’aveva mai incontrata, anzi nessuno ne aveva mai sentito parlare. Le conoscenze scientifiche non permisero ai medici di trovare un rimedio per poterla curare fino al diciannovesimo secolo. Uno dei testi medici del medioevo, parla della "dottrina delle malattie" che a quell’epoca era la più scientifica e ne spiega il proprio significato.La dottrina delle malattie, spiega le "regole della salute salernitana" che consistono in concetti scritti in modo molto semplice da imparare a memoria. Le dottrine salernitane avevano origine dal medico Galeno, che nel secondo secolo d.C. , aveva dato una sistemazione adatta alla "teoria degli umori". Questa teoria consiste in quattro fluidi di cui era composto il corpo umano: il sangue, il collera, la flegma e la melancolina. Questi nomi corrispondono alle seguenti voci attuali: il collera è la malattia come quella che esiste ancora oggi ; la flegma era causata dalla pigrizia e dalla lentezza, mentre la melancolia determinava il carattere, lo stato d’animo di una persona, e produceva effetti negativi anche all’organismo. | ![]() L'abbigliamento di un medico medievale: nel "becco" si ponevano dei profumi che si ritenva potessero preservare dai contagi. |
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A ciascuno di essi corrispondevano: l’aria, il fuoco, l’acqua e la terra. Secondo una vecchia tradizione filosofica, erano considerati i quattro elementi fondamentali del mondo. Dalla teoria degli umori arriva quella dei temperamenti, cioè dei vari dosaggi che possono avere i fluidi del corpo umano. Inutile dire, spiega Galeno, che né la teoria né la pratica medica umorale, ebbero la minima efficacia nei confronti della peste. Nel 1350 il collegio dei medici di Parigi, pubblicò un testo dove si cercava di dare una spiegazione logica all’evento. Questi medici, arrivarono, dopo un certo periodo di studi, ad una teoria nella quale si affermava che la peste non era una malattia contagiosa, ma era causata dalle condizioni ambientali, arrivando così alla dottrina astrologica e areista il cui significato era che, quando in un certo momento i pianeti si allineavano, avvenivano delle catastrofi sulla parte bassa della terra. Il libro dei francesi dichiarava che la peste proveniva dall’aria alterata, perciò contro la peste non c’era nessun rimedio. Con l’avvenuta della peste c’erano sempre meno persone che volevano fare il lavoro del medico. Le teorie areista e umorale potevano essere per molti una terapia efficace. Questa teoria era stata scritta da Marsilio Ficino il quale era famoso, perché da tanto tempo e basandosi su antiche tradizioni sapeva molte cose sulla peste, non solo teoriche, ma anche pratiche. Per Ficino perciò il pericolo d’essere contagiati da questa malattia consisteva nella temperatura e nel caldo umido. |