PRINCIPIO DELLA GUERRA FRA LAUSTRIA E ITALIA

( di Luigi Siorpaès Rìnga di Staulìn)

 

ENTRATA DELLE TRUPPE ITALIANE A CORTINA

Il 25  gli Italiani si sono spartiti per il paese e nei dintorni e per tutti li villaggi.

 

Il 26 entrò un battaglione di fanteria nel villaggio di Staolin.

 

Il 27 entrarono sempre di più Italiani;  parevano formiche o pure le mosche d’agosto.

 

IL 28 e 29 i soldati italiani  principiarono a fare delle trincee e a rovinare molti prati;;

di più ancora hanno fatto una strada principiando dalla casa di Edoardo Zardini e andando per  Pedenlin fino sopra Sasso Pèra, più per capriccio che per bisogno”.

 

GLI ABITANTI DI CADIN E CHIAVE ABBANDONANO IL VILLAGGIO

“Li 30. In Staulin vi era  il forno da lino che serviva per cucina conomica dei soldati taliani si sentiva di più i primi colpi dal Plec[1] e Misurina.

 

Li 31 è caduto 3 colpi di granate a Cadin, ma si spera che non abbia recato danni ma bensì la gente  di Cadin e Chiave molti abbandonarono le proprie case per timore delle granate”.

 

I SOLDATI ITALIANI SI STABILISCONO A CORTINA

“1 Giugno. Il I°  partì la fanteria da Staulin, ma la consolazione durò molto poco;

ancora la sera entrarono 14 soldati di artiglieria e hanno impiantato la Cucina 4 metri di distanza dalla casa N. 3.

I fenili tutti occupati dai soldati”.

 

MULI E CAVALLI PER TUTTO IL PAESE

“Il 2 giugno entrarono sempre di più tanto che mi dicevano che li soldati oltrepassavano li 40 mila e muli e cavalli che era una cosa d’incanto a vederli, per tutto il Paese”.

 

CORTINA: NON PIU’ CAMPANE, MA CANNONATE

“Il 3. giorno del Corpus Domine, nella St. chiesa  era tutto lutto, neppure si sentivano le campane più grandi a suonare, ma bensì alle 8 1\2 si sentiva il canone a bombardare da tutte le parti che nep

pure nella St. Chiesa non hanno celebrato il Vepro.

 

Il 4 nel villaggio di Staulin  son venuti di nuovi soldati di fanteria pure 5.00;

dopo pranzo si sentiva li canoni austriaci a tuonare e delle granate a cascare e hanno ucciso un cavallo di Constantini Andrea; le altre non si crede che abbia recato altri danni”.

 

CORTINA  SI RIEMPIE DI ARMI E SOLDATI

“Il 6 giugno, giorno di Domenica, pochissime persone sono andate alla St Messa; la più parte sono rimasti nelle sue case con molto timore sentendo il canone a tuonare e vedendo le balle a cascare.

 

Ancor quella notte hanno menato 4 cannoni in Alverà.

E il giorno 7 con molto stento e a forza di molti soldati li anno tirati per la strada nuova fino sopra il Sasso Pèra; appoggiarono i 4 canoni che tiravano 24 chilometri con le balle che pesavano  chili 120

… ancora quel giorno arrivarono più di 5.00 fanti in Staulin;

hanno poi impiantato una cucina 2 metri a destra della casa N.1;

c’era di più ancora nella suddetta casa nel II piano: il Medico con li soldati della Croce Rossa”.

 

BOMBARDANO CORTINA.  MORTI E FERITI

“L’8 di bella mattina alle ore 5 li canoni bombardavano e seguitavano d’ambe le parti fino le 7 1\2 di sera, che era delle scosse che facevano tremare le case.

 

Il 10 quando gli orologi  battevano le 5 anche i cannoni bombardavano d’ambe le parti fino a notte.

 

L’ 11 quelli di sopra Lacedel, alle 6 di mattina bombardavano e hanno seguito tutto il giorno fino a sera; quelli di Sasso Pèra non potevano far fuoco che erano affondati nel terreno; si vedeva sui prati di Canderau un grande accampamento e poi nei dintorni erano dappertutto soldati d’ogni generazione;  sui prati di Federa si vedeva tutto nero di soldati, si vedeva ancora degli automobilisti che conducevano feriti dalle 3 Croci.

Seppellivano i morti dove li trovavano”

 

Li 12 in Ampezzo giorno invariato, ma bensì si sentivano da lontano li rimbombi dei canoni.

 

13 Giugno di Domenica e del Sacro Cuore di Gesù, tutti desiderosi di sentire il nostro bel campanone a suonare Lavemaria ma tutto invano, nepure le campane più picole  non suonavano ma bensì alle 41\2 si sentivano li canoni da 3 parti a tuonare e ancora da lontano si sentivano li rimbombi….fino a sera quelli di Sasso Pèra anno continuato fino a mezzo giorno, dopo anno dovuto fermare perché li aveva scopiato una granata delle sue vicino li canoni e anno terminato il fuoco, ma bensì seguitarono a portare delle granate vicino li suoi canoni. Dalla granata li morti due.

 

Li 14 di bella mattina alle 43\4 si sentiva li canoni di sopra Lacedel e quelli della Vera a bombardare che era un terore. Si sentiva pure li canoni lontani fino a sera tardi; degli 4 canoni che si trovava a Sasso Pèra, 2 li anno trasportati sopra Grava, di più una cosa nuova, che è venuto delli Superiori in automobile fino in cità di Staulìn.

 

Li 15 tutto il giorno si sentivano a bombardare dambi le parti fino ancora la note, ancor nel paese ne sortirono 5 o 6 granate ma si spera che non abbia recato delli danni.

 

Li 16 la mattina giorno invariato da tutte le parti, ma bensì dopo pranzo si a inviato un fuoco tremendo che parevano un teremoto e anno seguitato fino a notte.

 

Li 17, anche oggi alle 4 si sentivano da lontano moltissimi colpi di cannone che parevano che li Austriaci che era un terore, dopo si sentiva quelli di sopra Lacedel e quelli della Vera fino a sera.

 

Li 18 e 19 giorni invariabili d’ambi le parti ma bensì anno carcerato e legato e menato via il nostro Pastore Danime[2] con molte delle sue pecorelle tutti inocenti di crimini, ma bensì in sospetto di spionaggio.

 

Li 20, giorno di Domenica, la mattina era tutto chietto[3], alle ore 8 si sentivano li canoni da tutte le parti a bombardare e seguitavano tutto il giorno fino a notte.

 

Li 21 alle ore 4 di bel nuovo si sentivano li canoni a tuonare, di più ancora alle ore 5 si vedeva per la prima volta, un bel Reoplano che venivano dal ponente e passavano per i po Magagnon[4], si crede che sia stato Austriaco, li canoni seguitarono a far fuoco tutto il giorno che era un terore a sentirli.

 

Li 22 tutto il giorno un continuo rimbombo da tutte le parti e ancora la notte si sentivano a tuonare, ancor quel giorno è ritornato un Battalione di fanteria.

 

Li 23 di riposo dambi le parti, dopo pranzo è partito li soldati dalteleria pesante da Staolin e mi lasciarono per mancia qualche nuova manetta Busia;

dopo pranzo è sortito delle granate nel paese e non recò dei danni contagiosi.

 

Li 24 la mattina si sentivano li rimbombi da lontano che non si potevano contarli, erano tanto veloci che parevano un tuono sollo;

dopo pranzo è partito di nuovo la fanteria da Staolin, e per mancia mi lasciarono del sapone che anno mille odori, tipolanti[5].

 

Li 25 si sentiva da parte di Colrosà[6] molti colpi di canone, la mattina dopo pranzo piutosto invariato, ma bensì più tardi sortirono delle granate per il paese, si spera che non abbia recato degli danni.

 

Li 26 di bella mattina si sentivano li rimbombi dei canoni da tutte le parti dipiù ancora nel picolo Vilaggio  di Staulin è venuto un Bataglione di soldati di Alteglieria[7] leggiera tutta Ascari[8], con 200 mulli e molti cavalli e arente[9] le porte della stalla della casa N.I si trovava la fuscina[10] delli fabri per farare[11] li mulli e li cavalli; sopra il coperto del forno da lino anno impiantato la bandiera dai tre colori, impiantarono ancora qualcosa di altro, tante e tante siore[12] che da per tutto se ne vedeva di puzzolente.

 

Li  27 si bella matina si sentiva li canoni da tutte le parti a tuonare e dopo ne sortirono diverse granate nel paese, ma si spera che non abbia recato dei danni di più ancora quando la gente dormivano sul dolce primo sono, si sentivano un bruto rumore a battere le porte alle ore 9 1\2 e chi erano? Era una batuglia di soldati di 8 uomini ben tolti che venivano fare lo Stato d’assedio e vesitarono ancor le stanze.

 

Li 28 la matina tutte le persone che  dovevano andare a provedere o pure a portare a far il pane o a prenderlo, dovevano andare dal Capitano dei soldati a prendere il permesso, dopo venivano compagnate da un soldato fino a Cortina,

per conto della guera si sentivano pochi colpi di canone ma ben lontani.

 

Li 29 giorno di S. Pietro, una delle feste principali tutti speravano di sentire il nostro bel Campanone a suonare lavemaria, ma tutto invano, invece si sentivano la tromba Cadorina[13] a fischiare e le mulle a ronciare[14];

per la guera tutto il giorno un continuo rimbombo dambi le parti.

Arivarono il Medico alla Casa N.2 a Staulin della Croce Rossa.

 

Li 30 la matina si sentivano tutto un ribombo di canone fino a lezzo giorno, dopo invariato dambo le parti;

di più si vedeva un uomo incatenato sotto Larfa[15] delle sorelle Grabielle[16].

 

Il I Luglio anche oggi  di bella mattina si sentivano molti tomulti dei canoni d’ambi le parti e ancora la sera lle 7 si sentivano li canoni a bombardare,

anche oggi se ne a visto di nuove, si a visto un giovine soldato legato le mani, e incatenato al legno della Croce che si trova  in mezzo il Vilaggio di Staulin.

 

Li 2 anche oggi si sentivano li canoni dambe le parti a tuonare, di più è venuto per rinforzo 3 milla soldati nuovi e sono andati tutti per le 3 Croci e Son Forca[17], inoltre si vedeva ancora nella Grava di Po Magagnon[18] a tirare su li canoni fino la cima.

Dopo che sono venuto la Batteria di montagna a Staulin è un Vilaggio di molta allegria[19] perché si sente giorno e notte la musica mulesca a ronciare e Ascari a cagare.

 

Li 3 la mattina si sentiva anche colpi di fucile dalle parti sotto le pale si Sumeles[20] e ancora colpi di canone ma bensì lontani;

la mattina apena alzati si vedeva di nuovo una capana[21] dei soldati nell’orto di Andrea Zardini e cosa era dentro? Due soldati in prigione per due giornate a pane e aqua;

si vedeva ancor oggi a tirare li canoni nella Grava po Magagnon a forza di soldati.

 

Li 4 e 5 tutti i giorni si sentivano li canoni a bombardare più lontani e è passato un reoplano per in po Magagnion, si crede che sia austriaco;

a mezzo giorno è partito tutti li soldati Ascari, con tutti i suoi mulli e cavalli, questi sono stati qui in Staulin 8 giorni, mi anno distrutto tutto, atorno le case, che si puol dire francamente “Smerderperg” e “Stroncenburg”[22], si vedeva di più questi bruti in diversi luoghi a menar legna per li fratti.[23]

 

Li 6 nepure questo giorno non sono  siolti il Vilaggio di Staulin senza soldati,

la matina da ore una sono venuto 350 soldati Piamontesi e Lombardi con 140 mulli, pare che sia gente buona,

la mattina ci era la cucina arente il salone della fontana, dopo anno costruito un'altra cucina presso la siepe arente le appi di Alessandro Zardini,

èvenuto pure un automobile con un Generale a Staulin, Paese molto nominato e di più frequentato dagli Signori forestieri Smerderperg.

 

Li 7 si sentivano anche oggi tutto il giorno dambi le parti a tuonare,

si vedeva poi il Medico e li Superiori a fare la visita ai soldati amalati e visitarono li Cronicai all’aperto nel campo delle Sorelle Grabielle, arente la sua propria casa;

ancora tardi si sentivano un continuo tuonare da tutte le parti;

do più anno apoggiato 4 canoni in cima la grava di po Magagnon e seguitarono a portare su della Municione tutto il giorno.

 

Li 8 alle ore 3 1\2 si sentivano li canoni a bombardare che parevano un teremoto tutto il giorno di continuo fino a notte un terore di fuoco;

anoora oggi alle ore 9 di sera è partito di nuovo li soldati Lombardi da Staulin, con tutti li suoi mulli.

 

Li 9 di bella mattina a ore 3 si sentivano li canoni d’ambi el parti a tuonare e seguitarono tutto il giorno sino notte.

 

Li 10 apena Lalba[24] di mattina si sentivano li canoni a bombardare di continuo che ci era un inferno di fuoco più che sia dalla parte dei Trai Sassi, ancor alle Tre Croci si sentivano li grossi canoni che tiravano agli forti di Landro e seguitarono tutto il giorno e anche parte della notte.

Di più ancor oggi è venuto un nuovo ordine: tutti li Borghesi che devono andare a provedere o pure per affari, anno il permesso dalle 6 fino le 12 e altri permessi non ricevono nessuni, e poi che tutti devono andare per le strade maestre e guai passare per li sentieri.

 

Li 11 la mattina alle 3 si sentiva il rimbombo dei canoni, più forte si sentiva  fra i forti Trasassi e ancora alle 3 Croci un continuo tuonare.

 

Li 12 e 13 lo stesso un continuo fuoco da tutte le parti ma più di tutto in Traisassi[25] tutto il giorno e parte della notte.

 

Li 14 non mancha[26] ancora oggi di sentire li canoni a tuonare da tutte le parti, di più si vedeva un continuo regiro di soldati a andare per la strada di Tre Croci e più sicuro di oltre cento cavalli con canoni e municione che parevano la fine del mondo.

 

Li 15 e 16. 17 Tre giorni di terore, parevano un Inferno di fuoco, dipiù si vedevano di continuo a menare delli feriti e a portare colle portantine di quelli più feriti grave, che anzi ne lasiarono 3 delli feriti 5 ore suli scalini della chiesa di Santa Giuliana[27], li feriti più grave, cioè quelli che li mancano li braci o pure le gambe, li lasiarono morire dove li trovavano senza darli nessun aiuto, che diceva che il suo Governo quelli uomini non li adopera più.

Di più ancora questi giorni mi anno messo un Capocomune Cadorino[28].  O poveri Ampezzani a che leggi siamo ridotti…

 

Li 18 anche oggi hanno continuato tutto il giorno a bombardare d’ambi le parti ma con più calma delli altri giorni.

Di più si vedeva che li soldati Cadorini avevano montegato[29] 200 cavalli inmezzo i prati di Dazon[30], che era da piangere a vederli.

 

Li 19 dalle ore 8 di mattina si vedeva a passare un altro Reoplano, si crede che sia stato Austriaco, e tutto il giorno un continuo tuonare da tutte le parti, e ancor il tempo della notte si sentiva sempre un rimbombo di canoni.

 

Li 20 tutto il giorno di continuo un rimbombo di canoni da tutte le parti e anche parte della notte;

di più alle 7 3\4 di sera si vedeva un bel Reoplano che e venuto fino sopra Cortina, dopo anno fatto ritorno verso Sompauses[31], si crede che sia Austriaco.

Quest’oggi fu ucciso ancor il Generale maggiore Cadorin[32], dentro a Fiames[33].

 

Li 21 di bel nuovo il giorno un continuo tuonare da mattina e sera e anche di notte.

 

Li 22 non basta il giorno per guaregiare[34], ma bensì si sente anche tutta la notte un continuo rimbombo di canoni;

si vedeva un rinforzo di soldati a andare verso le 3 Croci di circa 1000.

 

Li 23 oggi si sente da lontano un continuo bombardare e anche tutta la notte.

 

Li 24 oggi si anno sentito sotto dalla parte di Traisassi molte cannonate.

 

Li 25 anche oggi si sentiva tutto il giorno il rimbombo dei canoni a ancora i dice che sbarano anche tutta la notte;

si vedeva più di mille soldati nuovi a andar per il stradone verso Traisassi e ancora altretanti dalla parte di 3 Croci.

 

26 la matina  parevano un po di chiette[35], dopo pranzo tuonarono da tutte le parti.

 

Li 27 un rigiro tremendo di soldati che andavano per le 3 Croci verso Mesurina, più di 2.000 fanteristi, più ancora 1.000 cavalli e altretanti muli che parevano che li venissi di sotto terra, anche dalle parti si Sompauses sono andati dentro 1.500 soldati nuovi.

Nel sentire li canoni e Gebermasine[36] per Sonpauses e Fanes e Traisassi, parevano un teremoto, ci era sempre fuoco di continuo d’ambi le parti:

 

Li 28 fra giorno e notte serano passati circa 5.200 fantaristi dopo a vedere lalteglieria[37] a menare li canoni verso le 3 Croci avevano 12 cavalli per caro, si vedeva a Cortina fino a Lareto tutti una fila; e sbarare era un continuo.

 

Li 29 la matina si sentiva a tuonare d’ambi le parti ma con più calma degli altri giorni;

dopo pranzo un continuo rimbombo.

 

Li 30’ si vedeva anche oggi a menar degli canoni dalle parti di  Croci fino con 14 e 16 e 18 cavali che era la strada tutta una filla da Cortina fino  Col della Noda[38];

e per conto della guera tutto il giorno un continuo rimbombo da tutte le parti e ancor a mezzanotte si sentiva li canoni a bombardare.

 

Li 31 di bella mattina si sentiva li canoni in Sonforca[39] e in Pomagagnon e anche i Gebermasinen Sunpauses tutti che bombardavano fino a notte;

di più la sera circa le ore 6 1\2, 7 si vedeva a venir da Sonpauses 2 Reoplani Austriaci fino sopra Cortina e uno di loro getto delle bombe e una cade presso la Casa di Rosa Girardi nel Stradone e colpirono 2 Alpini naturalmente Taliani e 2 cavalli e diversi feriti.

Di più colpirono 2 giovine nubili cioè Mariana Menardi Amanaca e Rosa Ghiretti Moidella.

A sentirli a tirare adosso a questi Reoplani con canoni e con fucili prima da Cortina e anche quelli sul campanile e da tutte le parti che era li Cadorini che contornavano il nostro paese fino in Pomagagnion alle 3 Croci e Fiames e Canderau e dalle partinenze di Pocol  alla sera da pertutto un fuoco, i nostri Reoplani sono passati le nostre montanie alegri e sani salvi,

di più ancora che in diversi Vilaggi si sentivano le balle a zifolare[40] intorno le case, è stato una grazia speciale che non anno ucciso nissuni.

 

Il I Agosto e li 2 un continuo rimbombo di canoni non solo di giorno ma bensì anche tutta la notte,

di più quest’oggi mi anno fermato di segare dogni parte e non si sa quando mi permetterano.

 

Li lo stesso d’un continuo sbarare di canoni e di marsine e fucili, si vedeva di più che li Cadorini conduceva alle 3 Croci 28 soldati e un Tenente di nostri prigionieri aquistati dalle partinenze di Traisassi, si crede Bavaresi[41].

 

Li 4 e 5 un continuo rimbombo si da tutte le parti, di più si sentiva da Sonforca e Creste Bianche[42] molti colpi di fucile e se ne anno visto menare giù 28 feriti dalle parti Sonforca.

 

Li 6 e 7, tutti questi giorni un continuo si sentiva a sbarare e con canoni  e marsine e fucili da tutte le parti e ben tutto il giorno e poi ancor la notte e si vedeva ogni giorno a menare delli feriti dalla parte 3 Croci.

 

Li 8 giorno di Domenica si vedeva di bella mattina li Cadorini a tormentare un uomo dei nostri, cioè cosidetto Antonio Dimai Deo, conosciuto Guida Alpina, volevano che andasse a insegnarli li sentieri delle nostre belle montanie; con tutta forza lo volevano costringerlo, ma Lui si rifiutò con dolci parole di amore, si inginocchio in presenza della sua famiglia in piazza, davanti l’ufizio, in presenza di molto popolo Ampezzano, che tutti piangevano a sentire a proferire queste parolle:

“Io mi presento avanti a voi! Fucilatemi piutosto ch’io tradisca la mia Patria!”

Li Cadorini Brigadieri vedendo la sua ostinazione lo conducono in Prigione[43].

Per conto della guera un continuo rimbombo da tutte le parti, più che sia dalle parti Pomagagnon e Traisassi, tutto il giorno un intero fuoco.

 

Li 9 un giorno anche oggi di compassione.

Quelli che andavano a Cortina a provedere ne anno visto di brute; e che cosa?

Anno visto menar via in Italia 13 uomini Ampezzani tutti inocenti di delitti, ma bensì per pura vilania; ne farò il nome di alcuni: Faloria[44], Teofrasto[45], Bastian Fèro[46], Siorpaes[47], Giuseppe Pàor[48] e Gian Saverio[49], Tone Deo[50], Zuchin[51] e il Biajo Poliziotò[52];

tutti quelli che si trovavano presenti piangevano come tanti ragazzi.

Per conto della guerra di bella mattina si sentiva li canoni di Traisassi e parevano un teremoto, dopo si vedeva a scopiare molte granate in cima la Tofana di dentro, che si vedeva alcuni soldati, ma non si poteva distinguere la divisa;

dopopranzo si vedeva ancor in Tofana di Roces a scopiare delle granate ma non si comprende da che parte sortivano;

 

ogi è venuto il Re Ditalia[53] in Anpezzo; è andato a Fiames e alle 3 Croci;

 

Li 10 e 11 questi giorni è stato un continuo bombardamento da tutte le parti si vedeva ogni qualtrato a scopiare delle granate per le Tofane e ne anno scopiato ancora a Cadin e alla Vera, ma si spera non  abbia recato dei danni, ma bensì si anno dei danni molti è già 10 giorni che non mi lasiano andare a segare i prati e nepure a racogliere quello già segato, non si conobbe perché  fanno questi bruti passi questi brutti Cadorini.

 

Li 12, bella mattina si sentiva sbarare con li fucilli dalle parti delle Creste Bianche, e poi tutto il giorno si sentivano o qua o di la di Tofana a bombardare,

ancor la sera si sentivano nelle Creste Bianche a sbarare con li fucili.

 

Li 13 anche oggi se ne vedeva di belle;

quelli contadini che andavano a prendere il fieno nei prati, venivano compagnati da un soldato Cadorino, uno per cadauno, anche le strade che conduceva a Cortina qualora non era strade maestre erano fermo il passaggio per esempio la strada da Cortina che vanno in Crignes è fermo il passaggio con 2 guardie  di soldati Cadorini, e tante altre ancora.

 

Li 14 un continuo rimbombo di canoni e fucili non bastava il giorno ma ancor sbaravano tutta la notte,

si vedeva di più oggi Gildo Sfero[54] a andare a condure il fieno, compagnato da 5 soldati Cadorini, cose che non paiono vere, ma pure è verità;

anche quelli che andavano a rastelare avevano uno di questi manigoldi a intrigare il proprio suo lavoro.

 

Li 15 giorno della Assunzione di M. V.

Nepure oggi si sentiva suonare le campane ma bensì il canone a bombardare tutto il giorno e pure anche tutta la notte.

 

Li 16 e 17 è un continuo bombardamento da tutte le parti, ma di più ancora la notte, di novità è che nel nostro bel paese di Ampezzo è venuto un Paroco Cadorino[55] e che anno chiuso in prigione  il vechio Lelo[56] e Massimo suo figlio e in breve li condurano in Italia dove anno condotto li altri ampezzani.

 

Li 18, giorno della Nasita del nostro Imperatore[57] venivano li altri anni festegiato molto bene, con li nostri mortereti, invece questo anno tutto il giorno un giorno di terore, e di timore, un continuo sbarare si sentiva da tutte le parti e con canoni grandi e picoli con fucili e con mitragliatrici che era un continuo teremoto;

di più si vedeva a scopiare delle granate per le Tofane e in Fanes[58] e per le Creste Bianche;

 

Li 19 lo stesso.

 

Li 20 tutto il giorno un continuo rimbombo di canoni

di più si vedeva a cascare delle granate a Staulin 6 e a Grava 3 bensì di quelle picole e non anno recato nessun danno ali Ampezzani.

 

Li 21 un giorno di terore si sentiva da tutti i forti li canoni a bombardare e con fucili e con massine[59] parevano un continuo teremoto,

di più a mezzogiorno si vedeva delle grosse granate a cascare a Cortina e negli contorni che lasiarono da 8 a 10 metri di buco de diametro, che tutti nel paese avevano  molto timore; di queste ne cascarono 14.

 

Li 22 e 23, ma matina parevano un po chiete,

dopo pranzo un continuo bombardamento e ancor tutta la notte.

 

Li 24 e 25 giorni piutosto chieti ma bensì si sentiva a sbarare da ambi le parti ma con più calma degli altri giorni, ma ogni giorno viene rinforzi nuovi Italiani che si sente dire che in questo piccolo paese ci sono 2 cento mila soldati Cadorini, pare che li sia sulle Creste Bianche, anno costruito strade e da pertutto, anche da Rumerlo[60] fino sulle Vales[61] di Canderau e anno fatto un fortino di muro seco di grosseza di 2 metri e fodrato delle nostre assi, e poi da per tutto se ne vede di queste barache di legno, li pare a loro che sia tutto suo la robba la nostra e bestie e assi distruggono tutto;

 

Li 26 e 27 si sente più dalla parte di Sonforca a sbarare dalle altre parti molto lontani.

 

Li 28 di bella mattina si vedeva a cascare molte granate sulle Creste Bianche, dopo si sentiva d’ambi le parti a bombardare ma da lontano.

 

Li 29 lo stesso un continuo bombardamento da tutte le parti, di più ancora la notte;

ancor questo giorno anno menato in carcere Agostino della Picola[62], inocente come tutti gli altri.

 

Li 30 anche questogi[63] si sentiva di continuo a sbarare e si vedeva in Tofana le granate a cascate e ancora tutta la notte si sentiva un continuo rimbombo.

 

Li 31 ancor lultimo di agosto tutto il giorno un continuo sbarare da tutte le parti;

anche questoggi ne anno chiuso in carcere il Zotto Ciepo e Pina Bolla[64],

di più ancora è venuto li Superiori Militari Italiani a dimandare quartiere a Staulin per 250 militari e 150 cavalli e anno principiato a costruire staloni per li cavalli, uno presso i muri nel fondo di Giovanni Coletin[65] e un altro nel fondo di Bedini Pietro,

la  casa sua di più ancora si vedeva 4 militari romani a giustare la strada al vilaggio di Staulin;

 

Il I setembre anche oggi si sente li canoni a bombardare bensì tutto il giorno e notte.

 

Li 2 giorno piutosto calmo bensì si sentiva li canoni da lontano bombardare ma bensì con calma;

Li 3 oggi si sentiva pochi colpi di canone ma bensì si vedeva a menar canoni da Cortina alle 3 Croci,

di più si vedeva la casa di St. Umberto[66] incendiata, si vedeva a costruire una strada sopra l’albergo[67] da Lago, si vedeva molti soldati a Federa[68] e per la monte di Campo[69] da per tutto ce ne era;  a Campo era 3 milla soldati, poi in Pocol[70] e incima i prati 3 Batterie, poi in Saregin[71] in più luoghi poi ai Torri, poi sotto i Crepi di Saregin, in Peciè di Palù[72], a Rocurto[73] infine da pertutto era soldati.

 

Li 4 un giorno invariato la notte, bensì si sentiva  li canoni a bombardare.

 

Li 5 anche questoggi si sentiva li canoni ma bensì con calma,

ma dopo pranzo si vedeva le granate a cascare per i Tondi di Canderau e ancor per 5 Torri e Saregin;

 

Li 6 lo stesso bombardamento dambi le parti.

 

Li 7 di bella mattina si sentiva li canoni  din Trasassi[74] e Canderau e ancor Pomagagnion fino a mezzogiorno, dopo più con calma;

oggi la vesiglia[75] della Natività di M. V. si credeva di poter sentire le nostre belle campane a suonare, ma tutto riciverso[76], si sentiva invece la gente a urlare, e tanti a piangere e perché?

Perché mi avevano menato via in Italia i nostri due Capelani[77], ora il nostro bel paese e le nostre belle Chiese sono tutti privi di Sacerdoti Austriaci, non bastarono più li Sacerdoti, ma bensì anno chiuso in carcere ancora 3 paesani cioè Giovanni di Vico[78] e Giuseppe Broco e Angelo[79] suo figlio.

 

Li 8 anche oggi non ci manca di sentire il rimbombo dei canoni dambi le parti, ma con più calma delli altri giorni.

 

Li 9 di bella mattina si vedeva un Battalione di soldati nuovi a fare delle istruzioni nella campagna di Staulin sotto Sasso Pèra; un poco dopo si sentiva li Canoni a bombardare ma da lontano e anno bombardato fino ancor la notte,

di più la sera è venuto nel vilaggio di Staulin più di 360 cavalli e 50 carovane; li cavalli erano apoggiati  160 nella vara[80] di Alessandra sopra casa, e li altri nella vara dei Coletin;

li era un vilaggio molto nominato e di più frequentato dagli Signori Cadorini; si vedeva le cassette delle lettere nella facciata della casa N.1;

si vedeva ancor 2 cucine, 1 presso il forno di lino e l’altra presso il ponte nel fondo di Tinele[81] si vedeva ancora la Bandiera di 3 colori apoggiata incima il pergolo della casa di Lino Apollonio, dopo si vedeva 2 fucine degli fabri, 1 avanti[82] la casa di Simone Alverà e laltra avanti le stale della casa N. 1, infine le 5 case di Staulin erano tutte ochupate[83] e di più contornate;

 

Per conto della guera dali 10 fino li 15 è stato grandi combatimenti più di tutto dalle parti  Creste Bianche, Val Grande, Padeon[84] e poi da pertutto e molto ancor le notti bombardavano fortemente.

 

Dalli 15 fino li 20 lo stesso combatimenti straordinari da tutte le parti e ancora combattevano di più la notte, questa mattina si vedeva dipiù che era venuta una Batteria di soldati e cavalli 160 e li anno apoggiati nel Prato di Felippo Apollonio e dove erano li cavalli nei dintorni di Staulin anno arato e distrutto tutti i fondi nell’albergo di Valbona erano 2.000 cavalli, dalli partinenze di Pocol più di 3.000 cavalli, a campo di Sotto più di 1.000 e Zuel e Aquabona più di 2.000 e poi muli e cavalli ne erano da pertutto.

 

Per conto della guera dali 20 fino li 27 è sempre stato grandi combatimenti.

 

Li 28,29,30 era cangiato molto, pure si sentiva qualche colpo di canone lontano ma con calma, ma bensì si sentiva a sbarare delle mine costruire delle trincee; poi si vedeva che anno costruito una cucina per una Bateria di soldati, a preso il muro della facciata della casa N. 3 con molto pericolo dell’incendio, ma non giova cantare con loro.

 

Ottobre al I fino li 15 si sentiva ogni giorno a sbarare ma da lontano, si vedeva pure le granate a cascare per le Tofane e per le Creste Bianche, si vedeva sempre li soldati Cadorini che mi disstrugevano[85] tutti i nostri Boschi, e per far da mangiare e per costruire Barache per li Cucinieri e staolini per li Cavalli che era da venire Tisichi solo a vedere questi disstrutori[86],

m,a bensì una bella nuova, un bel giorno Giuseppe Costantini e Alessandra si recarono nel Bosco essendo loro privi di legna, per racoliere li avanzi dei cadorini, e andarono sopra Lagoscin[87] e trovarono 4 peceti[88] aterrati e li prendono e portano circa 200 metri avanti per andare a casa; in un momento si presenta quel bel Luigi Belodìs detto Smanzo e li fermarono dicendo che a loro non permettevano di raccoliere, e questi poveri anno dovuto andarsene a casa vuoti.

Seranno bene questa una cosa nuova dei nostri Boschi, ma è cadorino.

 

Di novità per la Guerra[89] è sempre la medesima storia; è mesi che sono qui in Ampezzo e sono sempre nei medesimi contorni, che qua a Staulin anno ridotto tanto fango che anno dovuto costruire una strada di rami per andare alla cucina, al forno e del resto intorno le case di Staulin e dapertutto tanto fango che non si puol più caminare.

 

Da li 18 fino li 24 combattimenti ogni giorno più grandi di giorno e notte si sentiva li canoni a tuonare.

 

Li 18 e 20 e 22 2 24 tutti questi giorni è passato Reoplani, non si capisce di che Stato ci erano.

 

Li 22 si ano redotto finalmente di consegnarmi le legna, e che cosa mi anno consegnato? Li avanzi dei Cadorini; a loro le belle piante, e a noi altri Ampezzani le cipalie[90] da guadagnarsele, a tagliarle e alcune frasche e così in questi giorni siamo redotti.

 

Li 24 si recarono un frate cadorino qua nel Vilaggio di Staulin e anno celebrato la messa arente il giardino di Andrea Zardini.

Questi giorni morivano dei cavalli e li soldati li sepolivano interi e ne anno sotteratto 3 nel palude nel fondo di Alessandra Costantini dentro a Pèra.

 

Li 26 è tornato un Reoplano, si spera che sia stato Austriaco perché li soldati Taliani li anno sbarato 3 colpi di canone e li altri con li fucili.

 

Li 27 \ X. E’ venuto di nuovo un Battalione di soldati della bassa Italia che si chiamano Teribili; questi anno allogiato tutte le case in Alverà e adesso fanno le Manobre[91] in questi contorni, ma purtropo sofrono il fredo.

 

Dali 24 fino li 31 combattimenti giorno e notte che parevano la fine del mondo, e di più la notte.

 

Dal primo Novembre fino li 12 lo stesso di continuo combattimenti di terore.

 

Li 8 del detto mese è venuto un reoplano dal po Magagnon e a girato il contorno d’Ampezzo e poi anno fatto ritorno lo stesso per il monte  po Magagnon sano e salvo, dopo tante canonate e tanti colpi di fucile che parevano un  intero teremoto.

 

Ancor tutto il mese di Novembre combattimenti giorno e notte di continuo.

 

Li 27 è caduto il fredo a 10 e 12 gradi che li soldati così detti Teribili che anno dovuto andar via di Ampezzo che non resistevano dal fredo.

 

Infine li ultimi giorni del mese era caduto questo fredo a 10 e 12 gradi e li Bersaglieri Taliani anno voluto prendere una avanzata dalla parte del Forame[92], dicono di essere giunti a taliare  2 atricolari[93] e poi sono stati visti dali Austriaci e li anno canonegiati che rimasero tra i morti e feriti e gelati oltre 1.500 uomini solo da quelle partinenze;

di novità non è altro che quasi ogni giorno muoiono dei cavalli e li soterano pertutto e le 3 Baterie del 1 Reg. Campagna 2 si ritrova a Staulin e una in Alverà e se trovano qualche cosa di legno intorno le case mi portano via tutto per le guardie da bruciare e del resto ancor li cucinieri se trovano qualche cosa.

 

Li soldati dicono che li 8 Novembre anno conquistato Col di Lana, ma la verità non è indicisa; dicono che anno aquistato ancor il Sasso Stria, ma non la Stria.

 

Li 10 Dicembre è partito 60 uomini con li cavalli e sono andati a San Vito nella sua partinenza; li Austriaci li anno sbarato dietro delle granate ma non colpirono nessuno, e qua a Staulin è rimasto 60 uomini con li suoi 60 cavalli.

 

Li 13 e 14 non abbiamo inteso il Canone a bombardare.

 

Li 15 principiarono di nuovo a sbarare e seguitarono giorno e  le notti ancor di più; o da una parte o dall’altra si sentiva sempre un continuo rimbombo fino lultimo dell’anno;

fra questi giorni nesono[94] andati tanti di questi Taliani in permesso e li nostri Ampezzani dove andrano a far le Feste?.

 

1 Genaio 1916

Anche questo anno abbiamo principiato di nuovo a sentire il canone a bombardare.

 

Li 2 lo stesso e sempre tutto il mese la medesima storia, ma bensì il pare che li Cadorini aquistano delle buone schiappe.

 

Li 10 alle 5 di mattina era la casa di Francesco Pompanin[95] che andava in fiame per causa dei Cadorini.

 

Li 24 a mezzanotte era la casa dei fratelli Valli[96] da Gilardon tutta in fiamme che apena si a potuto salvare quella povera gente di casa; altro non fu salvato e anche questa la poca… sorveglianza dei cadorini.

 

Abbiamo ancor principiato Febbraio ma la pace non viene che pure si sente ogni giorno li canoni a bombardare  qualche giorno un poco di meno, qualche giorno è terore! Non basta il giorno ma si sente pur troppo ancor la notte li canone a tuonare.

 

Dalli 10 fino li 16 si vede di continuo trupe di soldati novelli a venire e molti ancor dei cavalli se ne vede pur molti a andare sulle partinenze di 3 Croci, ma non si sa dove sono le sue fermative, perché anno costruito più di un centinaio di barache da quella parte.

E poi bisogna vedere  come anno ingrandito diversi dei nostri vilaggi per non dimenticare li vilaggi Col, Lacedel, Mortisa, Meleres anno costruito più di cento case di legno Cadorine.

 

Li 16 anno costruito di nuovo unaltro talefono da Cortina a Staulin, dalla casa di Lino Apollonio e apoggiato alla Casa N. 3 e poi alla Casa N, 1 al terzo piano dove si trova la fuleria[97].

 

Li 17 si vedeva di nuovo tanti soldati e muli andare per le Tre Croci che parevano che la tera seminasse  tanti Cadorini e[98] il suo Talefano non si contentano di apoggiarlo sui paloni e sulle case nei pergoli ma guardano di apoggiarlo sopra le spose fresche, e ancor vechie e giovine e ragazze, loro non sono delicati, basta poterlo apoggiare, e pur tropo si vede l’afetto[99]del suo elletrico che diverse giovine e sposine son ormai aletricate e più che sia sposine che anno i suoi mariti nei disastri della guerra per difendere la Patria.

 

Li 18 e 19 si vede sempre trupe di soldati a passare da ogni parte del paese e si sente ogni momento il canone a tuonare.

 

Li 20 anno scopiato alcune granate dalle partinenze de Gilardon e anno ferito leggermente una giovine di Francesco Gilarduzzi.

 

Li 21 giorno di timore scopiarono diverse granate incendiarie dalle partinenze di Cadin di Sotto le quali incendiarono  6 case nelle quali restarono 12 famiglie senza teto, che le quali ne anno avuto abbastanza a salvare le proprie bestie e il rimanente era tutto incenerito.

Vedendo il grande fumo a inalzarsi e stando a Staulin e non potendo vedere dove era lincendio Alessandra Costantini  mandarono il suo marito a vedere via  a Sasso Pèra dove era questo grande fuoco, subito arivato Giuseppe in cima il Cole Sasso Pèra un Tenente di fanteria dice di arestarlo subito, ma molto bravi 3 soldati di fanteria  portarono la propria difesa per il detto Giuseppe e lo salvarono dalle carcere.

 

Per conto della guerra si sente di continuo  giorno e notte a bombardare fino li 29 febbraio.

 

Marzo il I fino li 7 non si sente nessun rumore.

 

Li 8 si sente tutto il giorno bombardare dalle partinenze di Tra i Sassi.

 

Li 9 – 10 e tutto chiete.

 

Li 11 – 12- 13 lo steso per il tempo molto nevegoso[100] e quindi giorni che non si vede più il sole.

Di più questi giorni passati anno menato via Michele Alverà Ciasol perché parlava di afari di guera con deli soldati; lo anno condoto a Pieve di Cadore e la fu condanato; la condana è stata grave in vitta sua.

 

Li 12 marzo.

Anche questo giorno è doloroso vedendo a condur via Rosalia Alverà e la figlia Mariana dopo averli prestati piaceri tanto in casa e di più in montania;

è questa la sua bella gratitudine di questi bravi Cadorbarlait![101]

Per conto della guerra è di continuo che si sente ogni giorno li canoni a bombardare e tutto il mese la medesima storia;

 

li 31 Marzo si vedeva principiato li automobili a andare alle 3 Croci e ogni giorno se ne vede di nuove, apresso la faciatta della Casa del Nert[102] anno costruito una baracha per un deposito di munizioni e altre cose importanti e si vede di più un continuo andare e venire  di soldati che paiono che nascono sotto la neve.

 

E’ venuto ancor Aprile e li vediamo ancora qua Zenza[103] alcun resultato a favore suo, altro che tormentare la nostra patria, e fano tante strade e barache che rovinano la metà della campagna;

 

Li 2\4 è venuto un nostro aeroplano[104] a trovarmi e li Taliani li anno sbarato adosso molti colpi di fucile e tante cannonate, ma pure se ne andato sano e salvo.

 

Ancor questi giorni anno condotto via Luigi Alverà Ciasol che nessuni sanno il perché.

O poveri Ampezzani, quelli che ritornano dalla guerra non trova più come nella sua partenza e trovano le campagne rovinate, le case malsacrate, i Boschi distrutti, che non trovano più piante suficiente per ristorare le proprie sue case ecc. ecc. Cosa dirano?

 

per conto della guerra si sente tutti questi giorni fino li 15 a plotonare bensì da lontano dalle Tofane parte Tra i Sassi, parte po Magagnon, Sun Pasuses e Forame e di più si vede dei aeroplani anche 2 al giorno, ma non anno recato dei danni, li cadorini li sbarano dietro, ma loro fanno il suo ritorno in pace.

Questi Cadorini anno messo dei barilli pieni di aqua in ogni vilaggio per casi dincendio e più di 200 Borghesi Cadorini che lavorano di continuo di strade.

Abbiamo ancora il capocomune e il Cassiere d’Ampezzani e del resto per Canonica e per scuolle e per uficio son tutti Cadorini che derige li Ampezani e ancor il nostro Capo Comune[105] bisogna che faccia come vogliono loro altrimenti vengono internato.

 

Dai 15 fino li 20 è sempre la medesima storia,

 

ma poi li 21 e 22 si sentiva a tuonare da tutte le parti del fronte, ma di più dalla parte Tra i sassi e Col di Lana parevano un intero teremoto di giorno e di più  tutte le notti, che sebbene si era da lontano  ma bensì le case tremavano dal rimbombo dei canoni.

 

Giovedì Santo è venuto un Frate primo tenente dei Militari Cadorini a fare le confessioni ai soldatti e dove nella Stufa di Alverà Celestino Paoluco in Staulin la mattina dietro anno distribuito la Santa Comunione nella stessa Stuffa, dopo anno celebrato la S. Messa nella strada che conduce a Pierosà,

 

è venuto anche il Venerdì Santo;  a che Venerdì!, né  protisione[106]  e poca funzione.

 

Sabato Santo e poi le S. Feste di Pasqua senza sentire le nostre belle campane a suonare, si sentiva li canoni da tutte le parti a bombardare e poi questi giorni anno proibito severamente di non tenere più lume dopo le 8 1\2 di sera con la multa di Lire 5.00,

di più mi anno obbligato di allontanare il concime delle proprie famiglie 5.00 metri lontano dalle proprie case,

questi giorni ultimi di questo mese per conto per conto della guerra non è altro che giorno e notte si sente gli canoni bombardare.

 

Ancor li 29 è venuto un aeroplano e li anno sbarato dietro ma se ne andato tranquillo al suo destino;

 

il 30 anche questo giorno ne anno internato persone Ampezzane fra i quali Antonio Milan[107], Erminio Monego[108], Rosa Ghedina Vechia, Rosa di Angelo Ghedina[109], Rosalia di Bepetto[110], la sartora Maria di Min[111], Mariana di Inocente di Carlo[112] e Rosa Torbida[113] e tutti giustamente che non si sanno il perché. Altro chi si puol dire Inocenti.

 

I Maggio.

Anche questi giorni fino li 10 si sente di continuo li canoni a tuonare ancor più  di notte che di giorno, e poi anno delle buone idee di andarsene[114];  essi fanno dei bei giardini per coltivare delle verdure, nel paludo di Bortolo Alverà e di Giovanni Siorpaes anno fatto un giardino di circa 200 passi di tereno, e poi di dentro della casa dei fratelli Apollonio di Bedina anno costruito dei giardini e poi anno impiantato diversi alberi per abbelimento, e poi non si comprende ancora cosa voliano fare per distrugere la campagna di Staulin e

 

Li 11 si a visto 3 aeroplani Austriaci e uno Italiano, pare che il taliano sia cascato;

per conto della guerra è sempre lo stesso;

delle vanzate non si vede, altro che si sente ora da una parte ora dall’altra li canoni bombardare.

 

Li 16 è venuto uno dei nostri dei Aeroplani e li cadorini li anno sbarato dietro diversi colpi di canone, ma è andato tranquillo; questi bei Cadorini anno di nuovo costruito una cucina sopra la casa di celestino Alverà Pauluco e arente fanno e cavano il tereno per fare un giocatolo di Boce[115] per divertimento, e tutto per distrugere la campagna;

per conto della guerra si sente ogni giorno di canoni a bombardare ma la notte dei 26   fu un terore; parevano che cascase le case a sentire li canoni a tuonare più che sia dalla parte di Tra i Sassi, e poi da pertutto.

 

Li 27 è tornato un Aeroplano, ma non si sapeva distinguere di che stato era li soldati; dicevano che era Francese;

Li 27 questi bei Cadorini anno fatto un giorno di festa per fare lanovario[116] delle sue vitorie, ma purtroppo fanno come il Gambar[117], li vediamo sempre alla medesima situazione.

 

E’ venuto il Giugno, sono ancora qua;

 

Tra li 3 – 4 a meza notte anno menato l’arlogio[118] del nostro Campanile un ora avanti;

questa è la sua avanzata che anno fatto fino ora.

 

Dopo li 4 fino li 20 è stato un continuo bombardamento; dicono loro che fanno delle belle avanzate ma si crede quello che si vede, perché si trovano sempre nelle medesime posicioni[119], e poi li vediamo tutti i giorni qua nel nostro bel Paese;

 

Li 21 dopo un lungo anno che non si sentiva più suonare le nostre belle Campane, oggi circa 9 di mattina si sentiva le Campane di Alverà a suonare da fuoco e cosa era? La casa di Inacio Venticello[120] e fratelli Alverà Pacifichi che ardevano pienamente, ma per grazia e fortuna era l’aria buona e si a bensì con stento potuto salvare le altre vicine; lincendio è scopiato nel lalto fienile; già  si capisce da chi a la colpa; altro che cadorini che erano nel proprio fenile;

 

li 22 giorno del Corpus Domine, si sentiva quella campana che suonava per i ragazzi, suonavano per il  aeroplano che la gente stano retirati e chiusi nelle sue case e altro non si anno visto che tutto il giorno un continuo bombardamento e si sente più parte tutte le notti.

 

Delli 22 fino li 28 è venuto  e sempre il medesimo affare;

 

Li 29 è venuto circa 140 granate la più parte intorno Cortina, alcune nel vilaggio di Col e Mortisa.

 

Li 30 pure di nuovo 88 nei stessi contorni.

 

Il I Luglio di nuovo 38;

 

Li 2 ancora 28

 

Li 3 cascarono 14,

 

Li 4, 11

 

Li 5, 2

 

Li 6, 7

 

Li 7 –

 

Li 8, 1

 

Fino li 9 ne è venuto 319 ma per gracia non a recato dei danni gravi, anno forato qualche casa ma non anno uciso nessuni, tiravano sempre atorno il caragge[121] a Cortina e alla sussistenza a Bigontina;

Per conto della guerra è sempre la medesima storia,

 

ma la sera li 8 di notte era un continuo bombardamento che parevano un teremoto più che sia dalla parte delle Tofane,

 

poi li 9 soldati mi dissero che anno fatto 150 prigionieri Cacciatori dalle parti di Tra i Sassi.

 

Li 10 non cascarono granate, ma li canoni bombardavano di continuo.

 

Dopo li 10 tutto questo mese ogni giorno o poche o tante cascavano delle granate e però anno uciso 4 persone: I Bortolo Alverà Padrin; II Luigi Ghedina della Picola; III Luigi Verocai detto Baraca; IIII una ragazza di Francesco di Botti[122] e diversi feriti leggieri, poi li Ricoverati dell’ Ospitale li anno trasportati a Salietto.

 

Agosto

Il I anche oggi le granate corono

Avanti mezzo giorno e dopo le quali ne cascarono di quelle incendiarie e anno incendiato 2 case, quella del Papuza[123], l’altra del Torbido[124], si crede non abbia ucciso nessuni;

per conto della guerra non si crede che facciano delle vanzate, perché si vedono di continuo atorno le nostre case;

 

Setembre

Ancor questo mese 3 giorni è venuto delle nostre belle granate; ne scopiarono diverse a Cortina e ancor per i Vilaggi, ma non ucisero nessuni, recarono qualche danno nelle case.

 

Questo mese di Setembre è venuto diversi aeroplani  e questi bei Taliani li sbaravano dietro con tutte le sue forze, ma non sono stati capaci di non colpire neppure uno e quando viene l’aeroplano suonano la campana, quella che suonano quando muoiono i ragazzi, e quando l’aeroplano partono tornano a suonare la terza, segno di partenza, ma pur troppo è vero sono andato nel Vilaggio di Chiave ad ascoltare una St. Messa e per radunare la gente suonavano una piccola campanella atorno la chiesa come quando portano il nostro Signore agli Amalatti,

 

E’ venuto di nuovo Ottobre il I e questi bei Taliani anno fatto di nuovo una bella retirata sull’arlogio di un ora, adesso è venuto la maturazione della nostra bella Compagnia, ora li Taliani fanno delle belle avanzate nei Campi delle fave, fanno tutto cadaveri, lasiano li campi tutti neri, poi nei campi dei patati fanno tanti di cimiteri questi bei affamati e poi se si parla nei Boschi portano via tutta la legna che fu consegnata per i propri bisogni delle famiglie e come si potrà vivere con questa razza di ladri?

 

Li 4 Ottobre su vedeva andare in fiame il Vilaggio di Campo di Sopra che parevano un inferno di fuoco, che astento fu salvato una casa solla in tutto il vilaggio, e chi è la causa di quelle povere famiglie?

 

8 giorni dopo e cioè li 11 si vedeva di nuovo la casa di Arcangelo Lacedelli e sorelle tutta in fiamme; chi è anche questa la colpa? Altro che Nane Ragga![125]

Per conto della guerra sempre come nel principio! Dicono che fanno delle vanzate, ma purtroppo le fanno, ma dove? Più di tutto intorno le nostre case.

Si vede sempre a costruire delle strade nuove ancora a Staulin anno costruito una strada dai Fantorini[126] fino al forno da lino per non infangarsi i Zogui[127] o le dalmede[128]

 

Fino li 18 Ottobre è venuto 11 aeroplani e con tutti li suoi canoni li sbarano dietro ma fino ora tutto invano.

Questi giorni qua a Staulin anno costruito 2 barache nuove per assiugare[129] i sui vestiti e di continuo distruggono campagna;

i aeroplani se ne vedono qua ogni giorno quando è bel tempo e li taliani sbarano dietro con li canoni e mitralia e ancora con i fucili ma non sono stati capaci di farne cascare uno solo fino ora.

Per li combattimenti si sente tutti i giorni a sbarare li canoni e mitralia da tutte le parti  giorno e notte ma si comprende che non fanno delle vanzate come loro mi dicono, solo che si vede ogni giorno a venire soldati, ma per andare a coprire i suoi cimiteri.

 

Novembre

È venuto ancora questo mese ma li vediamo sempre qui e nelle medesime posizioni.

 

Li 10 sebene era neve è venuto il nostro aeroplano a salutarci

 

E li 12 è tornato a far  combattere li cadorini col sbarare con tutte le sue forze ma tutto invano;

 

Li 11 questi bei cadorini anno fatto una festa per il suo re, giorno natalicio, anno bandierato la maggior parte delle case di Cortina e di più la nostra bella chiesa tutta imbandierata che di quelli che anno visto era un scandalo a vedere e di più a sentire a predicare a beneficio suo e pur troppo ci era diversi di Cortina che li onoravano.

 

Con molta arditezza dicono che li 20 arivano a Toblach;

 

passati tutti questi giorni è venuto anche li 30, ma pur troppo se li vede qua da noi.

 

E’ venuto ancor Dicembre e abbiamo sempre questa Brutta Vecinanza.

Anche questo mese è venuto diversi aeroplani anche uno Cadorino, l’abiamo visto a passare in dentro[130], ma fuori[131] non labiamo più veduto;

 

è venuta anche le Sante Feste di Natale, ma che feste ci puol fare?

La vesilia[132] del  Santo Natale alle ore 9 di sera si vedeva la casa di Arcangelo Maioni e quella delle sorelle Pompanin Botere a andar in fiame, per causa di chi?

Altro che per questi Bruti Cadorini; fina ora[133] qua in Ampezzo è rimasto 45 famiglie senza casa.

Per conto della guerra siamo sempre allo stesso punto; si sente ogni giorno a sbarare di qua o di la ma non si vede nessuna vanzata e così terminiamo ancora questo anno che li vediamo sempre a torno le nostre case a rubarne la legna e sporcarmi tutti i contorni.

 

E’ venuto anche il 1917 ma sempre peggio che incariscono tutti i generi

fino un chilo di canapia costa 2 franchi,

un chilo di strutto 5 franchi,

formaggio fino a 5 al chilo,

caffè a 5 fino a 6 franchi,

olio a 3,60 fino a 3,80 al litro,

zuchero 2,80 per ricevere 1\2 chilo Zuchero si doveva andare da 3 parti per aquistarlo e tutte dietro mani si fa la barba con li nostri denari;

un ovo costano 29 centesimi e anche 30 centesimi.

Anche in questo mese si a visto diversi aeroplani e li  Taliani li sbarano di continuo dietro ma non li colpisce giamai.

 

Febbraio,

anche questo mese a principiato a sbarare, si sente ogni giorno li canoni e anche la mitralia, ma sono sempre nelli stessi posti:

bisognia notare che Giuseppe Alverà Santabela di Col anno ancor la propria fava sulla sua arfa dell’anno 1915, non l’ano mai potuto baterla per la mancanza di posto causa chi?

 

Li Aeroplani girano quasi ogni giorno quando è il bel tempo e se ne a visto  dei Taliani a passare;  per conto della guerra si sentono ogni giorno li canoni a bombardare e ancor la mitralia ma non si vede nessuna avanzata.

 

Il 1 Marzo in Italia si sente che un ovo vale 30 centesimi,

buttiro[134] costa lire 6,50.

 

Li 15 Marzo era un fredo da 8 – 10 gradi.

Per conto della guerra è sempre lo stesso, altro che si vede ogni  giorno a venir dei soldati nuovi tanti Cadorini che si vede tutte le feste le piace di Cortina tutte…

 

Li 8 Aprile è venuto la S. Pascua e siamo sempre allo stesso punto, come l’anno scorso per conto della guerra, altro che tutto incarisce giorno per giorno, solo notar che

un chilo di grasso di maiale vale 6 lire,

li patatti vale 30 al chilo, anche 40.

 

Li 10 Aprile è ancor un metro e 80 di neve in campagna e sempre tempi cativi, nevigosi;

è venuto un aeroplano Italiano e fu ferito in Valgrande e è cascato tra Campo  di Sopra e di Sotto;

un'altra di nuova:  questi  Taliani anno messo lungo il stradone delle stiore[135] per coprire il suo passagio ma li nostri li vedono lo stesso.

 

Li 28 Maggio si vedeva ancora via Cozaza nel campo del Ringa[136] arente un muchio di cotura[137] ancora della neve.

 

Giugno.

E’ venuto un aeroplano taliano che è stato ferito per Valgrande e è cascato a Campo;

tutti i bei giorni vediamo i nostri aeroplani ma non a mai fatto nessun anno;

 

in Luglio i nostri aeroplani anno ferito dei mulli, soldati e borghesi dalle parti Tre Croci.

Questi Bei Taliani anno mandato diverse parilie di carri adetti al suo caretello per portare i viveri in montania;

per conto della guerra non si vede nessuna novità, se li vede sempre vicino le nostre case in tutto cioè per Agosto e Setembre sono stati feriti aeroplani taliani e sono cascati a Campo, ma li nostri aeroplani ano girato tutto listante ma non sono ferito nepure uno sebbene sbaravano sempre.

Gli Attelieri che erano a Staulin da 23 mesi in poi sono partiti per Lizonzo[138], dopo sono rimasti 13 giorni senza soldati, mi parevano un paradiso in Staulin, ma la contentezza mi durò molto poco; sono venuti tanti melitari Mitralieri 240 e Bersalieri e più di 200 mulli che per tutto si vede di questi Bruti distrutori di tutto e rovinano tutte le campagna e distruggono tutti i Boschi e di più ancora mi portano via tutti li patati e della legna preparata per linverno portano via tutto questi bei avantori; quello che anno di buono che sono una manica di sporcacioni intorno le case e da pertutto;

qui a Staulin anno costruito di nuovo una Baracha che stanno dentro più di 200 soldati, ma speriamo che la finisca presto questo brutto tormento;

per la guerra non ci sono delle novità altro che si sente da pertutto il rimbombo del canone ma sempre nei medesimi posizione;

si vede tutti i giorni di bel tempo li aeroplani nostri a girare e qualche giorno anche di quelli Brutti taliani,

ma è venuto il primo Novembre e li Taliani dal I fino li 4 sono partiti di tutta freta e li si sono venuti li nostri e il giorno 8 si sentiva il canone a nuovo a Pieve di Cadore, ma non si puol calcolare cosa era, dove.

Ogi il Caffe è a 8 Corone[139] al chilo e anche 10,

il strutto a 12 e 14.

 

ancor li 12 e 13 e 17 si sentiva il rombo del canone ma da lontano che non si comprende dove;

 

li 27 la matina alle ore 4 1\2 si vedeva la casa de Funze….a andare in fiame e salvò poca mobilia; il detto giorno è venuto il nostro Imperatore Carlo I

e per la guerra si sente il rimbombo del canone ma da lontano e non si comprende dove;

il buttiro è a 10 Corone al chilo.

 

Li 24 del detto mese si sentiva le nostre care Campane a suonare dopo di 30 mesi che non si sentiva più altro che quella picola per i aeroplani.

 

Li 8 di Dicembre si vedeva i tran da Toblach e a Cortina a passare fino alla ferovia di Calalzo;

anche le straze[140] è venute col suo valore a 50 eler[141]  al chilo.

Una cosa di meraviglia da non credere, ma purtroppo vera, Giuditta Verzi è andata alle Tofane per cercare del pane[142], si perde il sentiero e fù andata a tombole come fu trovata rampicata in un baranchio[143] sulla Cesta di Tofana e stete la dal 15 fino li 17 senza mangiare e poi stette ancor li 18 ma quella sera fu ristorata con qualche cibo e fuoco e il 19 fu portata a casa ancora viva.

 

19 Dicembre la vesilia[144] del S. Natale si sente di nuovo le nostre care campane a suonare  e adesso continuano ogni giorno;

per la guerra ora è 15 giorni che non si sente più rimbombo dei canoni.

 

E’ venuto ancor l’anno 1918 e siamo sempre allo stesso punto;

il mese di Genaio si ebbe a sentire poche volte il canone;

 

di Febraio nepure ma bensì si bruciò la casa di Silvestro[145];

 

il mese di Marzo nepure si sente il canone ma bensì sono stato delle disgrazie: il giorno di San Giuseppe dalla una dopo mezzanotte si vedeva un fuoco nel Vilaggio di Zuel che bruciò tre case[146] e restarono sei famiglie prive di tetto.

Fino ora è 52 famiglie prive di casa; la causa di questi incendi la magior parte per li Italiani.

 

Li 23 di Marzo si vede a prencipiare il lavoro della strada ferovia, si vede molti soldati prigionieri Russi e Taliani che lavorano sopra Cortina.

Si vede ogni giorno diversi Russi e Italiani prigionieri che girano atorno che cercano la Carità.

 

Li 11 di Maggio si sentiva di nuovo il rimbombo dei canoni ma non si comprende se è qualche acione[147].

 

Li 18 \7 è venuto due Compagnie di soldati nostri a Staulin;

 

Li primi di Novembre ancor li nostri soldati anno fatto la retirata per solo mancanza di manduca[148], e poi sono venuto di nuovo li Italiani[149], anno principiato di nuovo la strada ferata e anche li Ampezzani lavora sulla strada ferata ma è tutto caro;

si a pagato un ovo anche una lira,

un staio di fava fu rifiutato 100 Corone da Lucia Appolonio detta Garbera.

 

Del 1919 li 28 ottobre è venuto 60 centimetri di neve e pochi che a messo il formento;

la farina bianca costa  95 e 110

la farina giala costa 80

un senbelo precin[150] 20

un Bechen[151] costa lire 100

un chilo caffe costa 15 e 17 lire

il Zuchero alla Coperatia[152] lire 580

un metro di Drapo[153] lire 60.

 

Li 27 Novembre è stato ordinato una uficiatura e Messe per li Caduti in guerra, ma non si ricorda nessuni di aver visto la Chiesa così ben ornata di luto col Catafalco, con tante garlande e fiori di luto; l’altar Maggiore con una tela nera che copriva tutta la Palla[154] dopo in mezo una Croce Bianca che era da far senso a tutti quelli presenti, di più ancora a sentire la nostra Banda sul organo a suonare la messa funebre e cantarla che a tutti che avevano un po’ di Cuore non mancò il pianto.

 

1920

li 13 genaio era al sole 20 gradi di caldo.

 

Giugno:

un saco voto costa fino lire 160

Le farine da pane costa lire 160

Le paste al K. lire            125

Caffee al K.                 lire 25.00

Carne di Manzo al k. lire 11.00

Carne Vitello        “ lire 15.00

Salami                        20  e 22

Un Maiale che misurava cen. 35 costava dai 200 e 300 lire

Una bella Vacha pronta 5.000

Un metro di stofa lire 50 e 60

Una ombrela             35

Un Capello[155]           20

Uno di paglia                13.

 

Li 10 Ottobre è venuto lordine di essere Taliani, tutti affliti e anno levato la Madonna della Difesa e portata alla Parochia e la medesima setimana fu fatto le sante Misioni.

 

Li 16 Ottobre fu fatto una luminazione che non si ricorda di una più bella, fino si vedeva per tutte le case illuminate tutte le montanie il stradone Dolomite[156] tutto luminato colla luce eletrica per tutto il sbaro mortai.

 

(NB. Il diario è di LUIGI SIORPAES RINGA[157])


 

 

                                                



[1] “Plec”, Platzwiese, Pratopiazza dove era situato un forte austriaco che sparava particolarmente contro le posizioni italiane del Monte Piana.

[2] “Danime”, d’anime. Don Antonio Pallua (1852-1921), Parroco Decano di Cortina d’Ampezzo. Maria Menardi scrive nel suo diario: “17. Giovedì…Alla sera fecero prigionieri arrestati il r.s. parroco, (Ignazio Alverà) Venticello e tutti i feriti di superbitrio fuori Luigi Apollonio, gli misero in una tetra e puzzolente prigione, i feriti tutti insieme, da mangiare ricevono miseramente…”. (Cfr. Paolo Giacomel, Quaderno n.1, pag. 46-47).

[3] “chietto”, quieto.

[4] “po Magagnon”  Pomagagnòn, 2450 m. L’anonimo anziano diarista usa l’esatta grafia che rispetta l’etimologia,: dal latino “post”= dopo, oltre e “Magagnon”= grande “magagna” con allusione alla “Grava”, pendice ghiaiosa sotto le pareti meridionali del Gruppo montuoso, la più alta cima che precipita verso sud-ovest sulla Gràva del Lònges con pareti verticali tagliate obliquamente da caratteristiche cengie.

[5] “tipolanti”, stimolanti?

[6] “Colrosà”, Col Rosà, 2166 m, nel Gruppo delle Tofane, cima isolata nell’estremità settentrionale del gruppo caratterizzante verso  nord il panorama della conca ampezzana; sulla vetta e sui fianchi restano molte tracce degli avamposti italiani nella prima guerra mondiale. (I. de Zanna, C. Berti, o.c., pag. 157).

[7] “Alteglieria”, artiglieria, anche il 1° giugno”  scrisse “alteglieria”, il 23 “daltelieria”.

[8] “Ascari”, soldato delle truppe coloniali  indigene reclutate dall’Italia nella colonia d’Eritrea.

[9] “arente”, vicino. Parola veneta, sconosciuta al vocabolario ampezzano.

[10] “Fuscina”, fucina.

[11] “farare” ferrare.

[12] “siore”, il termine è usato in maniera metaforica.

[13] “tromba cadorina”, cioè l’artiglieria italiana.

[14] “ronciare”, ragliare. Cfr. Vocabolario ampezzano: “roncià”, russare (o.c., pag. 158).

[15] “Larfa”, l’arfa, vedi sopra.

[16] “Sorelle Grabielle” , famiglia Siorpaès de Grabiè.

[17] “Son Forca” o Son Forcia de Padeòn, 2110 m, a sud del gruppo del Cristallo, insellatura fra il Cristallo e i Crepe de Zumeles, che consente un buon passaggio fra l’alta Val Bigontina e la Monte de Padeòn; oggi vi passa la pista sciistica che dal Rifugio Son Forca scende al ponte sul R de ra Gères (I. de Zanna, C. Berti, o.c., pag. 170).

[18] “Grava del Po Magagnon”,  Grava del Pomagagnòn, (Gràa de) nel settore centrale del Gruppo del Pomagagnòn (I. de Zanna, C. Berti, o.c., pag. 146).

[19] Non è la prima volta che l’anziano anonimo diarista racconta i fatti in modo ironico.

[20]Pale de Sumeles”, Pàles de Zuméles, palla erbosa fra Zumel de Inze e Zumel de Fora. Le Crèpe de Zumèles sono balze rocciose con le quali la dorsale del gruppo precipita verso sud fra la Punta Erbig e la Forcella de Zumèles. (I. de Zanna, C. Berti, o.c., pag. 203).

[21] “capana”, una tenda.

[22]Smerderperg – Stroncenburg”, monte o città della merda. L’atteggiamento ironico dell’autore arriva a cambiare il nome al proprio villaggio.

[23] “…menar legna per li fratti”.  L’espressione nel contesto assume un tono di amara ironia. I soldati in realtà portavano via la legna dai boschi ampezzani senza pagare un soldo. Ai frati si era soliti regalare la legna, ai soldati no!

[24] “Lalba”, l’alba.

[25]Traisassi”. E’ la terza volta che nomina il forte austriaco e ogni volta cambia grafia: Tra i sassi, Trasassi, Traisassi. Quest’ultima grafia è riportata nel diario di Isidoro Alverà Graèr (cfr. Diario, o.c., pag. 61). Altri scrivono “Intrài sas”, forte in Valparola costruito dagli Austriaci nel 1897 in difesa della Val Badia.

[26] ”mancha”, manca.

[27]chiesa di Santa Giuliana”, chiesa del villaggio di Alverà.

[28]Capocomune Cadorino”. Il 25 giugno 1915 il Comando Supremo del Regio Esercito Italiano emanò un’ordinanza per regolare l’attività del Distretto politico d’Ampezzo con la nomina dell’avv. Cesare Pasi, Commissario civile in sostituzione dell’Imperial Regio Capitano distrettuale; il  dott. Roberto Mezzena, Giudice distrettuale, il sindaco Agostino Dimai Belìn, amministratore del Comune, Illuminato de Zanna, segretario.  (Cfr. Mario Ferruccio Belli, Cortina d’Ampezzo, 1914-1918 dall’Austria all’Italia, NuovedizioniDolomiti, Belluno, 1993, pag. 91).

[29] “montegato”,  monteà, monticare, alpeggiare, condurre il bestiame ai pascoli montani. (Vocabolario Ampezzano, o.c., pag. 116).

[30] “Dazon”, Azòn , uno dei sei sestieri d’Ampezzo sulla riva destra del Bòite.

[31]Sompauses”, Son Pòuses, sulla rotabile  che dal Tornichè della strada d’Alemagna sale a Ra Stua. Il toponimo originario si riferiva al punto in cui termina il tratto iniziale, ora ripido, ma un tempo ripidissimo, della rotabile. Il termine “pòusa” in questo caso significa posto di riposo dopo il ripido tratto di salita. Nella prima guerra mondiale il toponimo fu esteso anche al roccione ed alla valletta soprastanti, che erano organizzati a formidabile caposaldo austriaco, vanamente attaccato dai reparti italiani. (I. de Zanna, C. Berti, o.c., pag. 171).

[32] “Generale maggiore Cadorin”, cioè un  gen. magg. italiano, il  gen. Antonio Cantore.

[33] “Fiàmes”, a monte di Cortina d’Ampezzo, 5 km a nord dal campanile della Parrocchia, sulla strada d’Alemagna; nella piana di Fiàmes si trovano un albergo, opifici industriali, piste di fondo.

[34] “guaregiare”, guerreggiare.

[35] “chiette”, quiete, tranquillità.

[36] “Gebermasine”, il termine esatto è  “Maschinengewehre”, mitragliatirce.

[37] “lalteglieria”, artiglieria. Il 1° e il 26 giugno aveva scritto “alteglieria”, il 26 “dalteglieria”, ora… E’ un termine che l’autore del diario fatica ad usare in modo corretto.

[38] “Col  de Nòda”, dosso boscoso che la strada delle Dolomiti aggira con un tornante all’altezza del Ristorante Lago Scin. “La “Noda” –dal latino “nota” = segno, è la marchiatura  fatta all’orecchio degli ovini e caprini  prima di mandarli al pascolo in montagna e riconoscibile al proprietario. (Lorenza Russo, Pallidi nomi di Monti, Regole d’Ampezzo 1994, pag. 228).

[39]Son Forca”, a sud del Gruppo del Cristallo, insellatura fra il Cristallo e i Crepe de Zumeles, che consente un buon passaggio fra l’Alta Val Bigontina e la Monte de Padeon.

[40] “lifolare”, verbo non registrato nel “Vocabolario Ampezzano”.

[41] Soldati germanici dell’” Alpenkorps” erano accorsi in aiuto agli Austriaci sul fronte delle Dolomiti fin dai primi giorni di guerra.

[42] “Creste Bianche”, 2932 m, nel Gruppo del Cristallo; cima rocciosa della dorsale occidentale del Cristallo, compresa fra la Forzela Granda e la Forcella Padeon; in Ampezzo si usa genericamente riferire l’oronimo a tutta la detta dorsale da Forcella Stounìes al Vécio Forame; nella prima guerra mondiale tutta la dorsale fu teatro di aspri combattimenti dei quali restano numerose evidente tracce (I de Zanna,  C, Berti, o.c., pag. 67).

[43] Antonio Dimai Dèo fu poi internato in Sicilia e a Firenze.

[44] “Faloria”, Luigi Menardi proprietario dell’Hotel  Falòria.

[45] Teofrasto Dandrea, maestro di scuola e proprietario dell’osteria al Parco, Hotel San Marco.

[46] “Bastian Fero”, il figlio di Sebastiano Valleferro de Fèro.

[47] “Siorpaes”, Fedele Siorpaes Salvador.

[48] Giuseppe Colli Pàor.

[49] “Gian Saverio”,  Giacobbe Colli detto Saverio.

[50] “Tone Deo”, Antonio Dimai Dèo, guida alpina.

[51] “Zuchin”, Giovanni Barbaria Zuchìn.

[52] “Biajo Polizioto”, Ludovico Ghedina Biàjo, guardia campestre.  Il diarista afferma che hanno arrestato 13 Ampezzani, ma ne elenca 9. Da altri diari si conosce che tra gli arrestati c’erano: Candido Zardini Lacedelli Sgnèco, Pietro Menardi Amanàco, Agostino Ghedina Basìlio e Giuseppe Ghedina Bròco col figlio Angelo, tutti sospettati di collaborazione con gli Austriaci. Secondo l’Anonimo anziano diarista di Staulìn padre e figlio Ghedina Bròco furono arrestati il 7 settembre 1915.

[53] Vittorio Emanuele III, Re d’Italia.

[54] “Gildo Sfero”, Ermenegildo Vallefero Sfèro.

[55] “…è venuto un Parroco Cadorino”: don Cristoforo Rizzardi di Auronzo di Cadore.

[56] “Lèlo”, Pietro Alberti Lèlo.

[57] “Nasita del nostro Imperatore”, Francesco Giuseppe I° d’Asburgo Lorena, nato il 18 agosto 1830, morto il 22 novembre 1916, Imperatore d’Austria dal 1848, Re d’Ungheria dal 1867, nel 1854 sposò Elisabetta figlia del Duca Massimiliano di Baviera.

[58] “Fanes”,  Gruppo di Fanes, toponimo riferito alle tre più elevate ed importanti sommità del gruppo (Coìima Fànes Nord 2969 m, Cima Fànes di Mezzo 2989 m, e Cima Fànes Sud 2980 m. Tra il Gruppo Fànes e la Tofàna si stende la Val Travenànzes.

[59] “massine”, mitragliatrici.

[60]Rumerlo”,  una delle pendici orientali del Gruppo delle Tofane, zona di sorgenti alla base di prati inclinati sulla sinistra della strada che sale da Gilardòn alla partenza della seggiovia della Tofana. Gli Italiani vi costruirono baracche, magazzini, stalle,  un ospedaletto e un cimitero militare.

[61] “Vales”,  settore nord orientale del Gruppo delle Tofàne; lungo il vallore, in alto allargato e ghiaioso, più in basso roccioso e scosceso, che si apre fra le Tofane de Mezo e de Inze, ad ovest e Ra Zèstes e Tonde de Cianderòu ad est; nella parte superiore è attraversato da una carrareccia italiana di guerra che collegava la zona di Rumerlo attraverso la Forcella di Ra Vales con i baraccamenti - caserme del Formenton.

[62] “Agostino de la Picola”, Agostino Ghedina de ra Pìcola.

[63] “questogi”, quest’oggi.

[64] “Pina Bola”, Giuseppina de Zanna Bòla.

[65] “Giovanni Coletin”, Giovanni Gaspari Coletìn.

[66]casa di St. Umberto”, conosciuto anche come “castello di Sant’Ubertus”, costruito sopra un poggia a  sinistra  del Tornichè a nord di Cortina lungo la strada dell’Alemagna , dopo la località di Fiàmes. La casa fu costruita nel 1896 dalla nobildonna inglese contessa Anna Powers Pott, appassionata di caccia ai camosci. Con lei spesso c’era anche la cugina Lady Emily Horward Burg-Bury. L’edificio fu fatto saltare dagli Austriaci il 26 maggio 1915. Le cantine i ruderi furono trasformati in trincee.

[67] “albergo”, pascolo.

[68]Federa”, località al piede orientale delle rocce della Croda da Lago; vi  sorge un ricovero per pastori e pecore da latte; sul posto veniva confezionato formaggio e ottima ricotta; la zona è ricca di sorgenti.

[69]Campo”, uno dei villaggi d’Ampezzo, parte del Sestiere di Zuel.

[70]Pocol”, zona pianeggiante ad ovest della Crepa, sulla strada delle Dolomiti a circa 5 km da Cortina.

[71] “Saregin”, Saresin, vasta zona di bosco a nord-nord-est delle Cinque Torri, delimitato in basso dal torrente Falzàrego fra Bai de Dònes e Cianzopè (I. de Zanna, C. Berti, o.c., pag. 164).

[72] “Peciè di Palù” o Peziè de Parù, spiazzo pascolivo con malghe presso la strada del Passo Giàu, alla confluenza del torrente Costeàna con il torrente Falzarego. La zona in passato era una grande palude, prosciugata con grandi lavori di drenaggio. ( I. de Zanna, C, Berti, o.c., pag. 139).

[73] “Rocurto” o Ru  Curto, torrentello ad est del Noolou, affluente dei sinistra del Costeana.

[74] “din Trasassi”, altra variante ortografica del forte austriaco di “Intra i Sass”.

[75] “vesiglia”, vigiglia.

[76] “riciverso”, viceversa.

[77] “i due Capelani”, don Angelo Frena e don Giovanni Corradini, accusati di essere filoaustriacanti e perciò internati con il Parroco-Decano don Antonio Pallua  in Piemonte, presso il Santuario di  Oropa, Biella.

[78] Giovanni Menardi de Vìco.

[79] Giuseppe e Angelo Ghedina Bròco.

[80] “vara”,  (v) ara, terreno arativo coltivato a fieno. (Cfr. Vocabolario Ampezzano, o.c., pag. 217).

[81] “Tinele”, Massimiliano-Màssele Alverà Tìnele.

[82] “avanti”, davanti.

[83] “ochupate”, occupate.

[84] “Padeon”, Val Padeòn fra i Gruppi del Cristallo e del Pomagagnon, è la parte superiore della valle del Ru Bosco; comprende il  vasto bacino boschivo e pascolivo ad ovest della sella di Son Forca, termina in basso ai Casonate dove prosegue la Val  Granda; per gli Ampezzani fanno parte della Val Padeon anche i boschi attraverso i quali passa la carrareccia forestale  che da Ospitale risale la Val Granda.

[85] “disstrugevano”, distrugevano.

[86] “disstrutori”, distrutori.

[87] “Lagoscin”,  Lago Scin, 1478 m., piccolo lago a sud della strada per Passo tre Croci, poco sopra l’abitato del villaggio di  Alverà.

[88] “pecieti”, “Pezié”, bosco di abete rossi, piceto, pecceta;“pezuò”, = abete rosso (Cfr. Vocabolario  Ampezzano, o.c., pag. 141).

[89] “Guerra”: è la prima volta che scrive la parola correttamente con due “r”.

[90] “cipalie”, ciarpame, quantità di  legname inutile, di poco pregio.

[91] “Manobre”, manovre, esercitazioni militari.

[92] “Forame”,  nel settore  occidentale del Gruppo del Cristallo, cima terminale della Catena delle Creste Bianche verso Ospitale, caratteristica per le grandi lastronate che scendono dalla cima verso nord-ovest, ben visibili da Ospitale; fu teatro di aspri combattimenti durante il  primo conflitto mondiale (I. de Zanna, C. Berti, o.c., pag. 89).

[93] “atricolari”, reticolati.

[94] “nesono”, ne sono.

[95] Francesco Pompanin de chi de Checo di Zuèl. Il fatto è registrato anche dagli altri diaristi Ampezzani.

[96] “Valli”, Valle de’ Morìs.

[97] “fuleria” per “fureria, ufficio del comando di una Compagnia o di un reparto dove si conservano i documenti e i registri.

[98] Qui inizia la metafora del Telefono (Talefono – Talefano) per racontare il rapporto tra soldati e donne Ampezzane.

[99] “l’afetto”, l’effetto.

[100] “nevegoso”, nevoso.

[101] “Cadorbarlait”, il termine assume un tono spregiativo e infastidito.

[102] “Ner”, Apollonio Nèrt.

[103] “Zenza”, senza.

[104] “Aeroplano”, precedentemente scriveva “Reoplano”.

[105] Il Capocomune - Sindaco: Agostino Dimai Belìn.

[106] “protisione”, processione.

[107] “Antonio Rimoldi Milàn.

[108] Erminio Menardi Mònego.

[109] La diarista Maria Menardi de Vìco scrive: “Teresa Ghedina di Angelo di Tomasc… Anna Rimoldi, Rosa Compagnazzi e Rosa Ghiretti detta Rosa Mòidela”.

[110] Rosalia Alverà Bepèta o di Alverà Giuseppe detto Bepèto di Col.

[111] Maria Gaspari de Mìn o di Beniamino in Verocai.

[112]  Mariana Verocai di Inocente di Carlo.

[113] Rosa Pompanin Tòrbida, sorella di don Luigi.

[114] Il diarista ancora una volta racconta i fatti con  amaro atteggiamento ironico-sarcastico.

[115] “giocatolo di Boce”, gioco di bocce.

[116] “lanovario”, l’anniversario.

[117] “Gambar”, gambero, crostaceo decapode marino. “Camminare come un gambero = camminare all’indietro.

[118] “arologio”, orologio.

[119] “posicioni”, posizioni.

[120] “Inacio Venticello”, Ignazio Alverà Venticello.

[121] “caragge”, garage.

[122] Fausta (1911-1916), figlia di Francesco Majoni Bòto (1876-1917), caduto sul fronte della Galizia.

[123] “Papuzza”, Zambelli Papuza.

[124] “Torbido”, Pompanin Tòrbido.

[125] “Nane Ragga”, In Ampezzo  “Nàne Ràsa” è un nome che si addice a una persona senza una precisa identità e di cui si può incolpare di ogni cosa, tanto già… nulla cambia.

[126] Bellodis Fantorìn.

[127] “Zògui”, zoccoli di legno (Vocabolario Ampezzano, o.c., pag. 229)..

[128] “dàlmeda”, zoccolo di legno da stalla (Vocabolario Ampezzano, o.c., pag. 49.

[129] “assiugare”, asciugare.

[130] “…in dentro”, cioè andare verso Toblach-Dobbiaco.

[131] “…in fuori”, cioè verso il San Vito di Cadore.

[132] “vesilia”, vigilia.

[133] “fina ora”, finora.

[134] “buttiro”,  burro.

[135] “stiore”, stuoie (Vocabolario Ampezzano, o.c., pag. 197) ; solitamente si intrecciavano rami d’abete che venivano  appesi ad un filo tra un albero e l’altrro al fine di nascondere il passaggio delle truppe.

[136] Siorpaes Rìnga.

[137] “cotùra”, concimazione, concime, letame (Vocabolario Ampezzano, o.c., pag. 43).

[138] “Lizonzo”, sul fronte dell’Isonzo.

[139] “Corona”, moneta austro-ungarica.

[140] “straze”, stracci.

[141] “eler”, heller, centesimi.

[142] La gente cercava del cibo nelle baracche abbandonate dai soldati italiani. A Cortina si faceva sentire ogni giorno più la mancanza di cibo.

[143] “baranchio”, barancio, pino nano, pino mugo. (Vocabolario Ampezzano, o.c. ,pag. 10).

[144] “vesilia”, vigilia.

[145] Secondo altri diaristi si bruciò il fienile di Silvestro Franceschi.

[146]  Una casa apparteneva al capovilla Andrea Manaigo, le altre due alle sorelle Caterina e Mariana Zorzi. Questa volta la colpa fu attribuita ai prigionieri Russi, impegnati nello scavo della galleria sotto le Pezorìes per la sede ferroviaria Cortina-Dobbiaco. La responsabilità non fu accertata.

[147] “acione”, azione.

[148] “manduca”, cibo.

[149]  L’esercito italiano rientrò a Cortina l’11 novembre 1918.

[150] “Precin”, o “prézin”,  pane sottile e molto cotto a ciambella

[151] “bèchen” o “béchin”, filone di pane (Vocabolario Ampezzano, o.c., pag. 13).

[152] “Coperatia”, Cooperativa.

[153] “drapo”, panno di lana grezza tessuto in casa. (Vocabolario Ampezzano, o.c., pag. 58).

[154] “la Palla”, la pala dell’altare Maggiore, La Madonna con il Bambino e i Santi Patroni gli Apostoli Filippo e Giacomo Minore,  è opera di Antonio Zanchi.

[155] “capello”, cappello.

[156] “stradone Dolomite”, Dolomitenstrasse, la strada delle Dolomiti che sale da Cortina al Passo Falzàrego.

 [157] I  Siorpaès  Rìnga erano due fratelli, Luigi e Giovanni (marito di Caterina Alverà Graèra, sorella di Isidoro, autore  di un diario di guerra 1915-1916). L’autore del diario è Luigi, come mi confermarono Leo Lorenzi de Valbòna e Carlo Gaspari Coletìn..

                                                                                                                     

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