Le
tappe storiche ed evolutive dello strudel
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L�origine dello strudel non � n� tirolese, n� germanica,
ma bens� turca. Molto probabilmente infatti lo strudel � una variante di un
antico dolce, ancor oggi molto comune in Turchia, chiamato Baclava che nel corso
dei secoli ha mantenuto la sua ricetta originale: si tratta di un impasto di
noci, frutta secca e pane, ammorbidito con un liquore piuttosto forte. Il tutto
� avvolto in una pasta e poi cotto al forno. Ma in quale momento questo
prodotto della cucina turca entr� a far parte della tradizione culinaria
mitteleuropea? Nel corso dei secoli i punti di contatto fra le due civilt�
furono senz�altro numerosi e non certo amichevoli, ma senz�altro
l�incontro pi� ravvicinato si ebbe nel XVI secolo, quando nel 1526 il sultano
S�layman il Legislatore, che noi in Occidente chiamiamo Solimano, sconfiggeva
gli Ungheresi nella battaglia di Mohacs nella quale mor� anche Luigi II di Ungheria, preparando l�annessione di gran parte dell�Ungheria, e
giungendo nel 1529 perfino ad assediare Vienna.
Fu
quello un periodo particolarmente difficile e delicato per le potenze europee
che si vedevano seriamente minacciate pi� che da un esercito, da una cultura
con la quale la convivenza era spesso stata difficile. La salvezza dell�Europa
dipese in quel frangente non tanto dalla superiorit� della sua forza militare
quanto dalle difficolt� degli spostamenti invernali nei Balcani, che
obbligarono i Turchi a limitare i loro assalti ai soli periodi primaverili e
estivi. In ottobre, con le prime nevi, gli eserciti ottomani erano costretti a
rientrare nelle loro basi lasciando al nemico la possibilit� di riorganizzarsi
e di preparare le controffensive per l�anno seguente. Ciononostante furono
ripetuti diversi tentativi di impossessarsi di Vienna, nel 1532 e poi ancora nel
1533 ma sempre l�arrivo della cattiva stagione costringeva il Solimano a
rientrare nei suoi territori. La situazione lo convinse a stipulare nel 1547 un
trattato con l�imperatore Ferdinando, in base al quale concedeva un terzo
dell�Ungheria all�Austria in cambio di pesante tributo annuale. L�avanzata
turca nell�Europa centrale continua ancora per 150 anni circa, a spese
soprattutto della Russia che concede l�Ucraina, la Bielorussia, la Crimea e
tutte le sponde del mar Nero che diviene
cos� un lago turco.
La riscossa delle potenze centrali arriver� solo alla fine
del XVII secolo, soprattutto grazie alla Russia e all�ennesimo fallimento
dell�assedio di Vienna del 1683. Si giunge cos� al trattato di Karlowitz del
1699, il primo sfavorevole alla Turchia, in base al quale il sultanato perde
definitivamente gran parte dell'Ungheria e della Transilvania, l'Ucraina e la
Crimea. Inizia cos� il lento ma inesorabile ripiegamento dall'Europa, che vedr�
d'ora in poi come principali beneficiari due minacciose potenze confinanti, la
Russia zarista e l'impero degli Asburgo.
Nei quasi duecento anni di dominazione turca l�Ungheria
assorb�, oltre alla religione musulmana, molti altri aspetti della cultura
turca e naturalmente anche gli usi alimentari si adattarono a quelli dei
vincitori. Si deve a questa congiuntura storica la nascita in Ungheria di nuove
tradizioni culinarie di cui lo strudel � forse l�emblema pi� evidente e
noto. Certo ogni cultura non si sovrappone mai interamente ad un�altra e non
la cancella mai definitivamente: e cos� nell�evoluzione della Baclava in
strudel troviamo un ingrediente nuovo, le mele, che indubbiamente erano parte
integrante dell�alimentazione magiara come testimoniano le grandi coltivazioni
di questo frutto, mentre era quasi del tutto assente in Turchia. L�aggiunta di
questo ingrediente si deve probabilmente anche alla necessit� di aumentare il
volume del composto e quindi la resa e l�utilizzo. Con la conquista
dell�Ungheria da parte dell�Austria nel 1699 lo strudel fa il suo primo,
vero ingresso in Europa e oggi noi riconosciamo all�Austria il primato nella
produzione del famoso filone di pasta ripiena. Lo strudel di Vienna �
richiestissimo in tutti i bar accompagnato da una tazza calda di latte o di caff�.
Le valli alpine del nord est Italiano sono diventate
anch�esse tradizionali produttrici di strudel, introducendolo nella loro
tradizione alimentare insieme a tanti altri elementi tipicamente tirolesi come
lo speck, i Knodel e il pane di segale. La produzione massiccia di mele specie
nelle valli trentine ha sicuramente contribuito alla diffusione dello strudel e
di tanti altri dessert che utilizzano la mela cotta al forno o anche fritta.
Oggi come oggi esistono numerose varianti allo strudel di
mele classico, sia per ci� che concerne il ripieno, sia per le differenti
qualit� di pasta. La mela, il pinolo saltato in padella, l�uvetta ammorbidita
nella grappa o nel rhum, lo zucchero, la cannella come spezia principale e a
volte qualche noce, costituiscono l morbido composto erede della ben pi� antica
Baclava turca.
Anche la pasta esterna varia dalla semplice pasta frolla,
alla pasta sfoglia vera e propria; si passa poi ad una pasta detta proprio
�pasta da strudel� di una consistenza intermedia fra le due precedenti.
Ultima, ma non meno importante, la pasta filo, dagli ingredienti semplici, ma
laboriosa e delicata nell�impastare e stendere. Una tecnica particolare delle
mani la riesce a stendere quasi come un velo per poi velocemente essere avvolta
intorno ad un ripieno piuttosto asciutto per l�aggiunta di pane grattato.
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La ricetta classica
Per la pasta: 300 gr circa di farina 50 burro, uovo 1,
25 zucchero poco latte, sale Per ripieno: 5 mele ranette, 50 burro, 50 mandorle, 2
cucchiaiate uvetta, 50 pinoli, 1 limone, 1/2 bicchierino grappa o brandy
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1) Preparare pasta con la farina sale zucchero uovo burro ammorbidito e latte . Lavorare la pasta a lungo finch� diviene elastica. Lasciarla riposare per circa 20 minuti. Stendere con il mattarello la pasta molto sottile, disponendola poi su un canovaccio per facilitarne l'arrotolamento.
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2) Tagliare le mele a cubetti e unirle al
resto degli ingredienti avendo l'accortezza di mettere a macerare mezz'ora prima
l'uvetta in acqua. Lasciare macerare il ripieno per una mezz'oretta. Al centro disporvi il ripieno mantenendo un margine esterno di circa 6 cm.
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3) Arrotolare con cura la pasta in modo da ottenere un filoncino regolare, fissandone le estremit� e ripiegando la pasta.
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4) Spennellare la superficie con del rosso d'uovo sbattuto,
terminando con una spruzzata di zucchero semolato e papavero tritato. |
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5) Cuocere in forno a 190�C per circa 45minuti. Lasciare poi
intiepidire e servire fragrante, semplice oppure accompagnato ad una salsa a
piacere. |
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