|
Una settimana a Bled
pensieri, riflessioni e
suggerimenti
di Sara Lacedelli
-La preparazione-
Appena iniziato l’anno scolastico ho cominciato
subito a prepararmi per il concorso a Bled, pensando coi professori
a quali piatti potevo presentare. Il regolamento prevedeva la
preparazione di una zuppa di funghi, un secondo a base di pollo e un
dolce alla frutta. Così dopo aver pensato vari menu alla fine
abbiamo deciso di portare alla gara questi piatti: zuppa di porcini
e patate, sovrana di pollo con ripieno di ricotta e funghi, patate
williams e salsa ai peperoni; e infine crostatina all’arancia con
salsa inglese. Il tempo a disposizione per provare i piatti non era
tanto, ma alla fine con l’aiuto dei professori Frena e Bressan sono
riuscita ad arrivare in Slovenia con una buona preparazione.
-Il viaggio e l’arrivo a Bled-
Il 12 ottobre verso le due meno un quarto sono
partita accompagnata dal prof. Bressan e da Michela, l’assistente
tecnico. Il viaggio è durato circa quattro ore e quando siamo
arrivati a destinazione l’impressione del posto non è stata delle
migliori. C’era brutto tempo e faceva molto freddo. la prima cosa
che abbiamo fatto è stato andare al "Vocational College" per la
registrazione, poi siamo andati in albergo e sistemarci.

-Comincia l’avventura-
Il giorno dopo, cioè il tredici, tutti i
partecipanti al concorso con i loro accompagnatori avevano
appuntamento alle dieci alla "Sport Hall" per la cerimonia di
apertura. Lì sono state presentate tutte le nazioni e dopo il corpo
musicale di Bled si è esibito con delle musiche tipiche. Il
pomeriggio siamo andati tutti quanti al briefing tenuto alla scuola
superiore di Radovlijca per ricevere chiarimenti, informazioni e
conoscere finalmente il mio compagno di squadra. Il concorso infatti
prevedeva che si gareggiasse a team, ognuno composto da due persone
di nazionalità diverse. Il mio team era il numero tredici ed ero
accoppiata con un ragazzo ungherese di diciannove anni. Quando ci
siamo presentati le sue prime parole sono state: "Ciao sono Tamas,
io voglio fare il pollo." Così ho pensato: "cominciamo bene…". La
sera abbiamo parlato e discusso su che piatti presentare, alla fine
a me è toccato fare la zuppa e il dolce e a lui il fatidico pollo.

|
I due cuochi: Tomas ed io |
-La gara-
La gara era fissata per il quattordici alle due di
pomeriggio. Come rispetto degli orari non c’è stato nessun problema
e alle due eravamo in cucina. La gara aveva durata di tre ore e alla
fine ci siamo stati per poco nei tempi. Nella cucina lavoravano
quattro team e c’era veramente tanta confusione. Alle sette ce ne
siamo andati dalla scuola, non vedevo l’ora di farmi una doccia
calda.

|
Mentre mi consulto con Tomas durante il
concorso |
-I piatti-
L’intesa con il team di sala era buona ma c’è
stato qualche problema con l’organizzazione dei tempi. La zuppa è
andata calda in tavola ma il pollo purtroppo era freddo… Quanto al
dolce c’è stato un piccolo inconveniente. Avevo chiesto a Tamas se
mi controllava per un minuto la crema che stava cuocendo sul fuoco
perché dovevo andare a prendere gli ingredienti per fare il
caramello. Tanto mi ero raccomandata di stare attenta ma non era
servito a niente. Infatti quando ero tornata la crema era
praticamente bruciata. I piatti sono stati completati tutti e tre e
sono usciti in sala nei tempi, però poteva andare un po’ meglio…
Pazienza.

-Emozioni-
Il giorno della partenza ero tranquilla, sicura di
me, ma soprattutto allegra. Già quando siamo arrivati a Bled ho
cominciato ad essere un po’ preoccupata ma era una cosa
sopportabile. Quando è arrivato il tredici (cioè il giorno prima
della gara) le paranoie mi hanno assalito e sono riuscita a far
innervosire anche il prof. e Michela. Il giorno della gara ero in
condizioni disperate, non riuscivo a mangiare e non capivo una
parola di quello che mi dicevano. Quando sono entrata in cucina mi
sono concentrata sul lavoro che dovevo fare, e così è stato fino a
quando sono uscita. Quando mi ero resa conto che tutto era finito
ero euforica fino all’inverosimile, ho provato una gioia immensa.
-Consigli per i futuri partecipanti-
Poter partecipare ad un’esperienza come questa è
fantastico. Ho visto tantissime persone da altrettante nazioni, le
loro abitudini culinarie, il loro modo di lavorare. Dopo aver
vissuto con ansia e paura la gara dico a tutti quelli che avranno
l’occasione di partecipare, non solo a questo concorso, ma anche ad
altri, di stare assolutamente calmi, partire con l’idea di fare il
meglio che si può, ma soprattutto di divertirsi. Questo è lo spirito
da avere e l’atteggiamento da assumere; altrimenti ogni gara rischia
di diventare una delusione.
 |
|
|
La nostra
equipe, la n°13, al completo |
|
|
 |
|
|
Qui sono col
prof. di Cucina, Christian Bressan
|
|
|