Progetto didattica a distanza

Presentazione del Progetto: sempre più spesso nella nostra realtà locale assistiamo a fenomeni di dispersione scolastica e di abbandono, dovuti non tanto a situazioni di disagio giovanile, quanto ad oggettivi impegni extrascolastici dei nostri allievi. Il fenomeno senz’altro più comune è quello degli studenti atleti che perdono numerose giornate di scuola a causa di competizioni e di impegni sportivi concentrati soprattutto nel periodo invernale, ma occasionalmente si sono presentati altri casi di abbandono scolastico dovuti a gravi motivi famigliari o di lavoro. Finora la scuola non aveva mezzi per affrontare queste situazioni  e quindi molto spesso, anche di fronte ad una volontà di reciproca collaborazione fra studenti e corpo insegnante, i risultati ottenuti erano deludenti e portavano troppe volte all’interruzione dell’impegno scolastico da parte dell’alunno. Per questo, nell’ambito degli impegni che mi sono assunto come figura obiettivo del Polo Valboite, ho predisposto un progetto di didattica a distanza finalizzato a venire incontro a quegli allievi che, per seri e fondati motivi, trovano notevoli difficoltà a partecipare in modo continuativo all’attività didattica. Per la realizzazione del progetto è necessario che la famiglia dello studente sia dotata di un Personal Computer collegato ad Internet e di un minimo apparato software che è generalmente presente in ogni computer. La scuola si impegna da parte sua a tenere aggiornato l’allievo sull’attività didattica svolta utilizzando la posta elettronica e a inviare, sempre per e-mail, copia degli interventi didattici presentati in classe. Nel caso si fossero predisposte lezioni multimediali, queste possono essere messe a disposizione degli allievi nel sito della scuola, all’indirizzo http://www.polovalboite.it. Allo stesso modo possono essere messe  in rete tutte le documentazioni presentate in classe (lucidi, diagrammi, presentazioni,...) che lo studente può consultare a casa negli orari per lui più comodi. Inoltre ogni insegnante avrà una sua casella personale di posta elettronica alla quale l’alunno indirizzerà i propri quesiti e le proprie richieste di spiegazione. Questi indirizzi saranno naturalmente segnalati agli studenti, ma saranno anche immessi in rete in modo da rendere più agevole e frequente il contatto via e-mail con l’utenza. Con l’utilizzo di una semplice webcam sarà inoltre possibile, in orari da concordare con i singoli docenti, attivare delle semplici forme di videoconferenza, durante le quali l’alunno da casa sarà messo in collegamento diretto, audio e video, con il proprio insegnante presente a scuola, per avere un rapporto più diretto col docente, ma anche per poter svolgere test e prove di verifica da casa propria, ferma restando la necessità di una verifica diretta a scuola almeno una paio di volte a quadrimestre. Inoltre alcune attività didattiche, per esempio quelle svolte nel laboratorio di Informatica, potrebbero essere riprese con la webcam e inviate in diretta all’utenza, che da casa propria potrebbe anche interagire con la classe e l’insegnante, in modo da mantenere un rapporto continuativo, sebbene virtuale, con i compagni di scuola e i docenti. La scuola dal canto suo sta già predisponendo un archivio di materiali didattici su supporto magnetico (CD-Rom, floppy, videocassette, audiocassette,...) che potrebbero servire agli alunni anche per le normali attività di recupero. Con i fondi del diritto alla studio che il Comune di Cortina ha sempre versato alle scuole, si potrebbero acquistare una o più webcam (costo approssimativo L.300.000 l’una) da dare in comodato d’uso agli allievi partecipanti al progetto. Nel caso le famiglie ne fossero sprovviste, sarebbe possibile anche acquistare e consegnare agli studenti con le stesse modalità, dei modem per il collegamento a Internet (costo sulle 150.000 Lire). In particolari casi si potrebbe prendere in considerazione anche la possibilità di affidare in comodato uno dei PC in dotazione alla scuola.
Naturalmente il personale docente privo delle necessarie competenze informatiche seguirà un breve corso di aggiornamento da tenersi all’inizio dell’anno scolastico, mentre per la gestione del sito e delle connessioni via FTP verrà individuato un docente responsabile, da retribuire secondo le modalità che la Presidenza riterrà più opportune. Le eventuali ore suppletive di lavoro del personale docente potrebbero invece essere parificate alle attività degli IDEI e parimenti retribuite.
Riteniamo che se la scuola volesse impegnarsi in questa forma di didattica a distanza verrebbe senz’altro incontro alle esigenze del territorio e potrebbe intervenire in modo efficace nel combattere il fenomeno della dispersione scolastica che nelle nostre zone è purtroppo molto elevato. Inoltre si porrebbe all’avanguardia in un settore in continua ascesa com’è quello delle telecomunicazioni informatiche, con inevitabili ricadute positive sulla propria immagine e sulla preparazione tecnologica del proprio corpo docente e dei propri studenti.

 

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