Continua a calare in modo brusco la fiducia verso i docenti. La mancanza di fondi al secondo posto della crisi, segue il bullismo

Scuola: così il Nordest boccia gli insegnanti

Veneti e friulani cambiano la graduatoria delle emergenze: in testa adesso c’è la scarsa qualità dei professori

Il Nord Est boccia gli insegnanti. Per una persona su quattro, la qualità dei docenti rappresenta il primo problema della scuola italiana. E' quanto emerge dall'ultima indagine dell'Osservatorio sul Nord Est, che ha chiesto alla popolazione dell'area di individuare le priorità del sistema educativo. Nella graduatoria suggerita dall'inchiesta, la mancanza di fondi scende dal primo al secondo posto, quasi alla pari con la violenza negli istituti.

Anche se il settore della scuola rimane, da tempo, un nervo scoperto, è difficile ricordare un ritorno sui banchi così caldo come quello per l'anno scolastico 2008/09. Le molte riforme al varo, quelle annunciate per il prossimo futuro: ogni giorno una polemica, nelle ultime settimane, tra governo e opposizione, tra diverse anime della maggioranza (a livello sia nazionale che locale).E la rilevazione condotta da Demos per Il Gazzettino, sebbene conclusa a metà luglio, sembra riflettere le turbolenze degli ultimi mesi. Quantomeno, sembra echeggiare la campagna contro gli statali fannulloni lanciata dal ministro Brunetta. La scarsa qualità degli insegnanti, infatti, vede crescere notevolmente la propria salienza, tra i problemi lamentati dai rispondenti. E il dato si annoda, in modo stretto, alle opinioni politiche delle persone interpellate: sono innanzitutto gli elettori di centro-destra, infatti, ad esprimersi in questo senso, mentre chi vota a sinistra mette in cima alla lista altre questioni.

Nel complesso della popolazione, è circa il 25\% a puntare il dito contro la preparazione e la capacità dei nostri insegnanti. Del resto, se ricordiamo altri dati dell'Osservatorio pubblicati nel 2007, i risultati di oggi stupiscono fino ad un certo punto: già un anno fa, la fiducia negli insegnanti era calata in modo brusco, rispetto al passato.Ad essere cambiata, però, è la graduatoria delle emergenze. La mancanza di fondi per la didattica, fino ad un anno fa, era indicata stabilmente come prima falla del sistema: oggi scende invece al secondo posto. Del resto, il rapporto annuale dell'Ocse, pubblicato una settimana fa, indica come il principale male della scuola dell'obbligo, in Italia, non risieda tanto nella mancanza di investimenti, ma piuttosto nel come vengono spesi i fondi stanziati. Essi si attestano sopra la media Ocse per quanto riguarda la scuola primaria e in linea con i valori medi per la secondaria (le cose vanno decisamente peggio nel caso dell'Università).

Al terzo posto troviamo invece un altro tema cresciuto vistosamente, nell'ultimo periodo, per rilevanza attribuita dall'opinione pubblica nordestina. E' il tema della violenza negli istituti e del bullismo, ripetutamente al centro di fatti di cronaca, nel corso degli ultimi anni. E' complessivamente il 17\% degli intervistati a individuarlo come prima emergenza, contro il 15\% di dodici mesi fa (e il 4\% del 2005). Seguono, nella lista emersa dal sondaggio, altre questioni di minore rilevanza: il 12\% denuncia lo scarso collegamento con il mondo del lavoro (tema che solo tre anni fa figurava al secondo posto con il 20\%); il 9\% l'inadeguatezza o l'arretratezza dei programmi e una quota analoga la mancanza di sostegno economico per le famiglie più povere.

Fabio Bordignon